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Il delitto di stalking

Informazioni tesi

  Autore: Giusi Nalbone
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Manfredi Parodi Giusino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 106

La presente tesi ha l'obiettivo di analizzare lo stalking nei suoi aspetti criminologici e giuridici. Il primo capitolo verterà sulla normativa in materia di Atti persecutori, introdotta nel nostro ordinamento dalla legge n. 38 del 2009; nello specifico oggetto di analisi sarà l'art. 612 bis del codice penale rubricato per l'appunto "Atti persecutori". Nel secondo capitolo verranno esaminati i requisiti del reato, facendo riferimento in particolare al soggetto attivo del delitto, ovvero lo stalker. Sarà oggetto di analisi anche la condotta di quest'ultimo, consistente nel minacciare o molestare “reiteratamente” la vittima; la caratteristica della reiterazione, elemento essenziale della fattispecie, permette di definire lo stalking come un reato abituale. Il capitolo si concluderà con lo studio dei rapporti con altre figure di reato, nello specifico con la minaccia, con la violenza sessuale, con i maltrattamenti in famiglia e con il mobbing.
Il terzo capitolo verterà sulla vittima del reato, prendendo in considerazione le conseguenze fisiche e psicologiche prodotte dalle molestie dello stalker. In questa sezione oggetto di trattazione sarà altresì l’istituto dell’ammonimento del questore; in merito a quest’ultimo è opportuno accennare che alla vittima, che non ha proposto querela, è data la possibilità di presentare un’istanza al questore, affinché egli intervenga con lo scopo di distogliere il molestatore dal compiere ulteriori atti persecutori.
Inoltre, sempre all’interno di questo capitolo dedicherò uno spazio alle misure cautelari a favore della vittima. Al riguardo il codice di procedura penale prevede il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa o dai suoi familiari e può essere anche imposto il divieto di comunicare con le persone sopracitate. A tutela della vittima, è stata anche prevista la possibilità di ricorso all’incidente probatorio e quando si tratta di persone vulnerabili, come i minori o disabili, l’udienza può svolgersi presso il domicilio di questi ultimi.
Infine, nell’ultimo capitolo esaminerò la legislazione in materia di stalking vigente in alcuni paesi, ovvero Canada, Regno Unito e Germania.

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  Anno: 2018-19
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  Lingua: Italiano
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3 INTRODUZIONE “Sindrome del molestatore assillante”: così è stato definito in Italia lo stalking, uno di quei temi di cui la cronaca nera tratta giornalmente. Il termine inglese stalking designa una serie di comportamenti assillanti, apparentemente leciti e innocui come telefonate frequenti, invio di messaggi, manifestazioni d’affetto tenuti da un individuo, detto comunemente stalker, diretti a un’altra persona, che progressivamente diventano veri e propri atti persecutori; tali condotte mirano a limitare la libertà di una persona e a violare la sua privacy. Il fenomeno non è del tutto nuovo: infatti, già negli anni Ottanta cominciano a manifestarsi i primi “campanelli di allarme”, anche se solo relativamente a casi in cui la vittima di molestie è un personaggio famoso, che gode di elevata notorietà nel mondo dello spettacolo. Emblematici sono stati i casi di Nicole Kidman, Sharon Stone, Madonna e anche Michelle Hunziker. Una possibile causa di questa costante diffusione dei comportamenti molesti in esame potrebbe essere l’aumento delle relazioni sentimentali che le persone intraprendono in tempi moderni, oppure la crescente sensibilità verso il fenomeno. Lo stalking è penalmente perseguibile in molti ordinamenti; tuttavia in Italia diventa reato solo nel 2009, in quanto fu constatato il fatto che tali condotte intrusive violano i diritti fondamentali dell’uomo riconosciuti espressamente dalla nostra Costituzione, quali

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