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Il tema iconografico della ''Cavea cum ave inclusa'' a Roma e nel Lazio tra XII e XIII secolo

Informazioni tesi

  Autore: Alberto Maria Faccia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Giulia Bordi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 126

Con il presente studio si è voluta indagare la presenza di un motivo iconografico che, nonostante la sua rarità, è carico di valenze simboliche e svolge un ruolo importante nei contesti dove esso appare: la cavea cum ave inclusa. Il limite geografico e cronologico è la Roma tra il XII e XIII secolo, momento in cui questo tema figurativo conosce una straordinaria diffusione soprattutto all’interno di programmi iconografici di estremo rilievo come quelle delle absidi delle basiliche romane: San Clemente, Santa Maria in Trastevere, Santa Francesca Romana e San Giovanni in Laterano.
Il presente lavoro è strutturato in tre capitoli. Nel primo ho avvertito l’esigenza di delineare un percorso iconografico che inizia dall’ Antichità classica per continuare poi nell’arte paleocristiana ed infine nella miniatura medioevale. Ciò è stato possibile non solo attraverso l’analisi delle testimonianze artistiche a noi pervenute, ma anche tramite le fonti letterarie, che spaziano dai testi dei filosofi greci a quelli di autori romani, da quelli biblici a quelli dei Padri della Chiesa.
Nel secondo capitolo sono state schedate le chiese romane che a partire dal XII secolo vedono rifiorire, nello splendore dei mosaici dei catini absidali, l’antico motivo dell’uccello in gabbia; sono stati evidenziati, per ogni chiesa, anche gli aspetti storici, archeologici ed artistici, per restringere poi il campo sul nostro motivo iconografico. Nel terzo ed ultimo capitolo ho preso in considerazione la presenza dell’uccello in gabbia in particolari contesti del XIII secolo, allargando il campo della ricerca anche al Lazio con il mosaico del portico di Terracina. A fianco a casi già analizzati da studi precedenti, come Terracina e il ciclo enciclopedico dell’abbazia delle Tre Fontane, ho provato a proporre ipotesi interpretative per quanto riguarda il soggetto negli affreschi dell’ Aula gotica ai Quattro Ss.Coronati e quelli di un’abitazione laica in un palazzo di piazza Lovatelli a Roma.
Con questo lavoro si è cercato quindi di fare una rassegna di tutti i casi iconografici presenti nella nostra area d’interesse, raccogliendo gli studi fino ad ora sparsi in articoli non sempre di facile accesso e ampliandoli con nuove intuizioni rese possibili dal costante raffronto del motivo nei diversi ambiti in cui esso appare, sia figurativi che letterari.

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  Autore: Alberto Maria Faccia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi Roma Tre
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  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Giulia Bordi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 126

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1 Introduzione Con il presente studio si è voluta indagare la presenza di un motivo iconografico che, nonostante la sua rarità, è carico di valenze simboliche e svolge un ruolo importante nei contesti dove esso appare: la cavea cum ave inclusa. Il limite geografico e cronologico è la Roma tra il XII e XIII secolo, momento in cui questo tema figurativo conosce una straordinaria diffusione soprattutto all’interno di programmi iconografici di estremo rilievo come quelle delle absidi delle basiliche romane: San Clemente, Santa Maria in Trastevere, Santa Francesca Romana e San Giovanni in Laterano. Il presente lavoro è strutturato in tre capitoli. Nel primo ho avvertito l’esigenza di delineare un percorso iconografico che inizia dall’ Antichità classica per continuare poi nell’arte paleocristiana ed infine nella miniatura medioevale. Ciò è stato possibile non solo attraverso l’analisi delle testimonianze artistiche a noi pervenute, ma anche tramite le fonti letterarie, che spaziano dai testi dei filosofi greci a quelli di autori romani, da quelli biblici a quelli dei Padri della Chiesa. Nel secondo capitolo sono state schedate le chiese romane che a partire dal XII secolo vedono rifiorire, nello splendore dei mosaici dei catini absidali, l’antico motivo dell’uccello in gabbia; sono stati evidenziati, per ogni chiesa, anche gli aspetti storici, archeologici ed artistici, per restringere poi il campo sul nostro motivo iconografico. Nel terzo ed ultimo capitolo ho preso in considerazione la presenza dell’uccello in gabbia in particolari contesti del XIII secolo, allargando il campo della ricerca anche al Lazio con il mosaico del portico di Terracina. A fianco a casi già analizzati da studi precedenti, come Terracina e il ciclo enciclopedico dell’abbazia delle Tre Fontane, ho provato a proporre ipotesi interpretative per quanto riguarda il soggetto negli affreschi dell’ Aula gotica ai Quattro Ss.Coronati e quelli di un’ abitazione laica in un palazzo di piazza Lovatelli a Roma.
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Parole chiave

iconografia
iconografia medievale
mosaico
cavea cum ave inclusa
tre fontane
uccello in gabbia
cattedrale di terracina
aula gotica
medieoevo
roma medievale

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