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Il lavoro pubblico locale. Decentramento istituzionale e rapporti ''flessibili''.

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Indice della tesi: Il lavoro pubblico locale. Decentramento istituzionale e rapporti ''flessibili''., Pagina 1
<br/><b>INTRODUZIONE</b>
<br/>
<br/><b>RAGIONI E CONFINI DELLA RICERCA</b>
<br/>
<br/><b>CAPITOLO PRIMO</b>
<br/>
<br/><b>«ORGANIZZAZIONE», «TERRITORIO» E «RAPPORTO DI LAVORO» NELLA C.D. PRIVATIZZAZIONE DEL PUBBLICO IMPIEGO E NEL DECENTRAMENTO ISTITUZIONALE</b>
<br/>
1. «Privatizzazione» dell'impiego pubblico e riforma amministrativa: le potenzialit&agrave; dell'impianto normativo originario (legge n. 421/1992 e d.lgs. n. 29/1993)<br/>
2. Le Regioni di fronte alla «privatizzazione» dell'impiego pubblico: gli spazi di autonomia nel quadro normativo antecedente alla riforma costituzionale del 2001<br/>
3. Peculiarit&agrave; del lavoro negli Enti locali e processo di «privatizzazione»<br/>
4.1. L'autonomia organizzativa: a) delle Regioni<br/>
4.2. b) delle Province e dei Comuni<br/>
5. I vincoli della contrattazione collettiva all'organizzazione<br/>
6.1. Ambiguit&agrave; e incertezze della c.d. prima privatizzazione: in particolare, il difficile raccordo tra Aran e amministrazioni pubbliche locali<br/>
6.2. Centralit&agrave; dell'organizzazione e decentramento amministrativo nella c.d. seconda privatizzazione (legge n. 59/1997 e d.lgs. n.80/1998)<br/>
<br/><b>CAPITOLO SECONDO</b>
<br/>
<br/><b>RIFORMA COSTITUZIONALE E FONTI DEL LAVORO PUBBLICO LOCALE</b>
<br/>
1. Criteri di distribuzione delle competenze normative tra Stato, Regioni ed Enti locali nella riforma del Titolo V, parte II, della Costituzione<br/>
2. Il posto della legge: dalla riserva di legge alla riserva di potest&agrave; legislativa<br/>
3. La potest&agrave; concorrente in materia di «tutela e sicurezza del lavoro»: la necessaria «complementarit&agrave;» delle fonti regolative<br/>
4. Art. 117 Cost. e lavoro pubblico: l'ordinamento e l'organizzazione amministrativa delle Regioni<br/>
5. Legge statale, legge regionale, contrattazione collettiva: difficolt&agrave; di individuare gli ambiti di competenza come conseguenza della naturale ambivalenza della contrattazione collettiva<br/>
6. Potest&agrave; statutaria delle Regioni e degli Enti locali<br/>
7. Potest&agrave; regolamentare delle Regioni e degli Enti locali e nuovo Titolo V della Costituzione<br/>
8. Il Testo unico degli Enti locali (d. lgs. n. 267/2000) e il nuovo assetto costituzionale<br/>
<br/><b>CAPITOLO TERZO</b>
<br/>
<br/><b>ORGANIZZAZIONE E RAPPORTI «FLESSIBILI» DI LAVORO NEI SISTEMI NORMATIVI DELLE AUTONOMIE TERRITORIALI</b>
<br/>
1. I rapporti «flessibili» di lavoro come terreno privilegiato dell'analisi: delimitazione del campo di indagine<br/>
2. L'inesistenza di competenza normativa degli enti territoriali sul rapporto di lavoro<br/>
3. Le implicazioni della centralit&agrave; della legislazione statale sul rapporto di lavoro: il ruolo decisivo della contrattazione collettiva<br/>
4. Lo «spazio negoziale» nel processo di «privatizzazione»: la fase transitoria<br/>
5.1. L'area di manovra della contrattazione collettiva sui lavori flessibili: la fase «a regime» (art. 36, d.lgs. n. 165/2001)<br/>
5.2. In particolare, l'evoluzione della disciplina del contratto a termine: il passaggio dal sistema delle «causali» a quello delle «ragioni» e il progressivo arretramento della contrattazione collettiva<br/>
6. Il quadro normativo del d.lgs. n. 276/2003: l'armonizzazione per via negoziale tra «pubblico» e «privato»<br/>
<br/><b>CAPITOLO QUARTO</b>
<br/>
<br><b>LA FLESSIBILIT&Agrave; DEL LAVORO PUBBLICO LOCALE NELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA</b><br/>
1. La contrattazione collettiva successiva al d.lgs. n. 29/1993: l'intervento contrattuale del 6 luglio 1995<br/>
2.1. L'apporto della contrattazione collettiva nella fase «a regime» della «privatizzazione»: il Ccnl del 14 settembre 2000<br/>
2.2. Il lavoro interinale<br/>
2.3. Il contratto di formazione e lavoro<br/>
2.4. Il part-time<br/>
3. Il contratto a tempo determinato: superamento della «vecchia» disciplina contrattuale e incertezze del nuovo quadro normativo<br/>
4. I «nuovi» lavori e la difficile «armonizzazione per via negoziale»: l' «Atto di indirizzo»<br/>
<br/><b>CAPITOLO QUINTO</b>
<br/>
<br/><b>LA PECULIARE FLESSIBILIT&Agrave; DELLA DIRIGENZA LOCALE: L'INCARICO A TERMINE</b>
<br/>
1. Il differente atteggiarsi della flessibilit&agrave; nel lavoro dirigenziale: difficolt&agrave; di conciliare «stabilit&agrave;» del dirigente e «incarico a termine»<br/>
2. La flessibilit&agrave; del lavoro dirigenziale nelle Regioni e negli Enti locali: problemi teorici e prassi applicative nel quadro normativo antecedente al 2001<br/>
3. Gli incarichi dirigenziali dopo la novella della legge n. 145/2002: la «tormentata» questione qualificatoria dell'atto di conferimento<br/>
4. La disciplina degli incarichi dopo la revisione del Titolo V: gli spazi normativi per Regioni ed Enti locali<br/>
<br/><b>BIBLIOGRAFIA</b>
<br/>
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Informazioni tesi

  Autore: Mario Cerbone
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Diritto del lavoro (XVII ciclo)
Anno: 2006
Docente/Relatore: Antonello Zoppoli
Correlatore: Mario GiovanniGarofalo
Istituito da: Università degli Studi di Bari
Dipartimento: Facoltà di Giurisprudenza - Dipartimento sui rappo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 231

FAQ

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