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La ''formazione'' come nuova responsabilità per un direttore di struttura complessa di area chirurgica

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Rausei
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master di II Livello in Management Sanitario e Direzione Di Strutture Complesse
Anno: 2019
Docente/Relatore: Mango Lucio
Istituito da: UNINT - Università degli studi Internazionali di Roma
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

In questo lavoro si vuole sottolineare il ruolo determinante che in tale ambito andrebbe ad acquisire un Direttore di Struttura Complessa di Area Chirurgica: la cortese disponibilità che oggi contraddistingue qualche illuminato Direttore nei riguardi della formazione del collega specializzando o neospecialista dovrà necessariamente assumere la forma di una nuova responsabilità, da attribuire oculatamente e da controllare in maniera sistematica.
Numerose fonti accreditate dal Ministero della Salute denunciano inequivocabilmente la riduzione in numero del personale medico nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale. In particolare, il forte calo numerico, che secondo le previsioni sul lungo periodo andrà ad incidere ancor più significativamente negli anni prossimi, riguarda specifici ambiti specialistici. Le specializzazioni di area chirurgica già risentono sensibilmente di tale carenza numerica in ambito ospedaliero. Ne è dimostrazione, ad esempio, il considerevole incremento dei bandi di concorso per dirigente medico in tale settore registrato nell’ultimo anno su tutto il territorio nazionale. Numerose le motivazioni che giustificano tale dato: da un lato il blocco del turn-over dei lustri passati, che ha favorito il costante ”invecchiamento” dell’età media del personale in attività e la “fuga” all’estero di una non trascurabile quota di neospecialisti, nonché le ultime disposizioni a livello pensionistico (i.e. la cosiddetta “quota 100”), che hanno addirittura improvvisamente approssimato l’uscita dalla Pubblica Amministrazione del personale più anziano; dall’altro la nota e diffusa crisi vocazionale nei riguardi della professione “chirurgica”, che da tempo caratterizza la popolazione italiana dei medici neolaureati. Diverse le cause riconosciute alla base di tale crisi: oltre al lento ricambio generazionale sopra citato, infatti, la progressiva demotivazione delle nuove generazioni trova ragion d’essere nella sempre più accesa litigiosità medico-legale che induce a premi assicurativi sempre più elevati, nell’insoddisfacente retribuzione a fronte di maggiori carichi orari, ma soprattutto nel poco gratificante percorso formativo in ambito chirurgico richiesto dopo i 6 anni di laurea.
Allo stato attuale l’urgenza con la quale il Sistema Sanitario deve rispondere alla carenza di personale rischia di spingere verso rimedi “precari”, di breve prospettiva, che mirino semplicemente al “saldo numerico”, siano essi indirizzate al richiamo di forze già “pensionate”, che focalizzati sul precoce inserimento di figure ancora non specializzate.
Comunque, emerge da tutto il settore sanitario che anima il territorio nazionale e si avverte ormai bene anche a livello politico ministeriale la forte necessità di un radicale ripensamento della figura del medico in Italia e, in particolar modo, del medico di area chirurgica. Se la revisione dell’aspetto legislativo correlato al “reato sanitario” (i.e. “Legge Gelli”) e il recente rinnovo contrattuale del comparto muovono le prime mosse nel tentativo di frenare la spinta demotivante verso la professione, tanto rimane da ripensare sull’aspetto formativo e professionalizzante. Si dovrà fare in modo che il giovane laureando si avvicini alla chirurgia consapevole che di fronte a sé ha un percorso ben organizzato, che lo guidi, a prescindere dalle Scuole e dalle persone che si frequentino, ad acquisire i requisiti necessari per espletare al meglio la professione di Chirurgo. Tale percorso dovrà obbligatoriamente contare su un coordinamento centrale ed efficienti e controllate diramazioni periferiche, che annoverino tanto i policlinici universitari, quanto le singole realtà ospedaliere o, ancor più nello specifico, divisionali, che assecondino i bisogni formativi individuali.

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Master in Master di II Livello in Management Sanitario e Direzione Di Strutture Complesse
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  Lingua: Italiano
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4 • Introduzione Numerose fonti accreditate dal Ministero della Salute denunciano inequivocabilmente la riduzione in numero del personale medico nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale 1b,2b . In particolare, il forte calo numerico, che secondo le previsioni sul lungo periodo andrà ad incidere ancor più significativamente negli anni prossimi, riguarda specifici ambiti specialistici. Le specializzazioni di area chirurgica già risentono sensibilmente di tale carenza numerica in ambito ospedaliero. Ne è dimostrazione, ad esempio, il considerevole incremento dei bandi di concorso per dirigente medico in tale settore registrato nell’ultimo anno su tutto il territorio nazionale. Numerose le motivazioni che giustificano tale dato: da un lato il blocco del turn-over dei lustri passati 3b , che ha favorito il costante ”invecchiamento” dell’età media del personale in attività 1s e la “fuga” all’estero di una non trascurabile quota di neospecialisti 4b , nonché le ultime disposizioni a livello pensionistico (i.e. la cosiddetta “quota 100”) 5b , che hanno addirittura improvvisamente approssimato l’uscita dalla Pubblica Amministrazione del personale più anziano; dall’altro la nota e diffusa crisi vocazionale nei riguardi della professione “chirurgica”, che da tempo caratterizza la popolazione italiana dei medici neolaureati 2s . Diverse le cause riconosciute alla base di tale crisi: oltre al lento ricambio generazionale sopra citato, infatti, la progressiva demotivazione delle nuove generazioni trova ragion d’essere nella sempre più accesa litigiosità medico-legale che induce a premi assicurativi sempre più elevati, nell’insoddisfacente retribuzione a fronte di maggiori carichi orari, ma soprattutto nel poco gratificante percorso formativo in ambito chirurgico richiesto dopo i 6 anni di laurea. Allo stato attuale l’urgenza con la quale il Sistema Sanitario deve rispondere alla carenza di personale rischia di spingere verso rimedi “precari”, di breve prospettiva, che mirino semplicemente al “saldo numerico”, siano essi indirizzate al richiamo di forze già “pensionate”, che focalizzati sul precoce inserimento di figure ancora non specializzate 2b .

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Parole chiave

formazione
direttore
personale medico
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