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La Smart Grid come nuovo modello di rete nel panorama energetico della Regione Sardegna

Il quadro energetico della Regione Sardegna è segnato ad oggi da criticità che rappresentano delle opportunità per la pianificazione di investimenti ed il miglioramento tecnologico delle reti energetiche sarde. La Regione si è dotata di un proprio piano energetico, in fase di aggiornamento, col quale impartisce le direttive mirate a favorire ed incentivare la realizzazione di nuove reti ed infrastrutture intelligenti per la gestione dell'energia elettrica, facendo leva sul processo di digitalizzazione, le quali compongono nell'insieme l'architettura di una Smart Grid. Questa consiste in una rete energetica all'avanguardia, basata sulla condivisione dei dati di utilizzo secondo un flusso duale di energia e informazione di tipo bidirezionale, dal gestore all'utenza finale e viceversa, e condiviso tra i vari fruitori della rete. Una Smart Grid, che funzioni in ambito cittadino o industriale, costituisce la base funzionale per i sistemi delle Comunità Energetiche Locali, cioè di associazioni senza scopo di lucro ispirate ai valori della condivisione dell'energia, nelle quali ciascuno può entrare a far parte del mercato energetico acquistando o rivendendo energia, oppure per condividerla sopperendo al disagio della povertà energetica o, in caso di malfunzionamenti della rete pubblica, all'isolamento temporaneo della rete locale. Le reti intelligenti sono comprese nei Sistemi Energetici Smart, che considerano oltre alla distribuzione anche la generazione e lo stoccaggio, mediante batterie di accumulo. Tali sistemi richiedono il raggiungimento di determinati standard socioeconomici al fine di garantire trasparenza, libero accesso e sostenibilità per tutti nel lungo periodo.

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5 Introduzione La regione Sardegna si è dotata formalmente di una pianificazione in ambito energetico adottando già nel 2006 il Piano Energetico Ambientale della Regione Sardegna (PEARS), aggiornato poi con la versione del 2016 come piano energetico per il periodo 2015-2030 “Verso un’economia condivisa dell’Energia” [13]. La scelta di adottare il Piano mira a consentire l’individuazione delle migliori opzioni di politica energetica, in rapporto alla legislazione ed alle linee di indirizzo comunitarie, nazionali e regionali, per l’attuazione degli obiettivi comunitari in tema ambientale, cui l’Italia deve ottemperare entro il 2020 ed il 2030, sulla riduzione dei consumi e delle emissioni climalteranti, tra cui le emissioni di CO2 [13]. La Regione ha avviato l’esecuzione del programma di condivisione delle quote di competenza di energia ed emissioni, secondo un approccio burden sharing che prevedeva il target del 17,8% sui consumi di energia finale da fonti rinnovabili entro il 2020, mentre al 2030 fu fissato il target del 50% di riduzione delle emissioni di gas serra, rispetto al 1990 [19]. Il PEARS ha delineato una serie di obiettivi generali per raggiungere i suddetti target, quali quelli di trasformare il sistema energetico sardo in un modello integrato e intelligente (Sardinian Smart Energy System), implementando le smart grid di nuova generazione, di garantire la sicurezza energetica e l’approvvigionamento delle risorse, di aumentare l'efficienza energetica e promuovere il risparmio, passando da un’economia lineare ad un modello circolare, favorire la ricerca e la partecipazione attiva nel settore energetico [19]. Il PEARS analizza la capacità della rete elettrica dell'Isola, fondamentale per massimizzare l'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e sul fronte smart grid la Regione al giorno d’oggi rappresenta uno scenario internazionale per la sperimentazione di tecnologie innovative ed intelligenti [19]. Il PEARS assume così un ruolo di strumento di governance sovraordinato, per coordinare e pianificare la possibile evoluzione dell’assetto energetico territoriale, contemplando al suo interno le responsabilità da parte degli enti coinvolti ed i limiti delle azioni di politica energetica. L’amministrazione regionale intende favorire e delegare agli enti locali la pianificazione territoriale di propria pertinenza in merito alle questioni sulla gestione dell’energia [13], in modo da soddisfare il fabbisogno di tutti i cittadini e ridurre costi ed emissioni per le singole utenze e per la comunità, agevolando dunque l’adozione di strumenti di programmazione energetica locale. Gli enti locali figurano per tali ragioni tra i principali protagonisti per l’attuazione degli indirizzi del Piano, contribuendo ad accrescere la

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Piroddu
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master in Economia Circolare 4.0: Energia, Tecnologia e Ambiente
Anno: 2023
Docente/Relatore: Dario Assante
Istituito da: Università Telematica Internazionale Uninettuno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 116

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Parole chiave

sostenibilità
sardegna
rinnovabili
decarbonizzazione
politiche energetiche
smart grid
smart city
reti intelligenti
economia circolare
comunità energetiche locali

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