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Shakespeare: Oltre il teatro

Informazioni tesi

  Autore: Flavia Agostini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Maddalena Pennacchia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 39

Il primo capitolo analizza la nascita e l'evoluzione del cinema, dagli albori ai giorni nostri, parallelamente agli adattamenti cinematografici dei lavori di William Shakespeare. L'analisi continua nel secondo capitolo, con un approfondimento sull'Amleto, in particolare sulle diverse versioni scritte e i vari adattamenti cinematografici che nel corso del XIX e XX secolo hanno fatto la storia.
Le produzioni shakespeariane, ormai non più compresse in poche scene cardine, che rendevano la storia semplicistica e dozzinale, più vicina al teatro che al cinema, divennero veri e propri film, che mettevano l’accento sul testo, sull’azione, sui personaggi e davano cornice alle vicende

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  Autore: Flavia Agostini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi Roma Tre
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  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Maddalena Pennacchia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 39

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3 Introduzione Nel primo capitolo di questa tesi intendo delineare, almeno parzialmente, la storia della cinematografia delle opere di Shakespeare, analizzando l’evoluzione che gli adattamenti hanno affrontato nel corso del XX secolo - superando le produzioni teatrali e rispondendo all’esigenza da parte del pubblico di uno stupore sempre maggiore - attraverso lo studio delle tecniche, degli attori, dei costumi, delle scenografie e della lingua. Attingendo a conoscenze personali e con l’ausilio di testi critici, esamino gli albori del cinema shakespeariano, nel 1899, con la nascita del silent film. Illustrando le caratteristiche del cinema muto, evidenzio la peculiarità di questo Shakespeare senza parole che prende piede in questo periodo, alludendo all’Hamlet di Svend Gade. Osservando altri esempi, continuo la mia riflessione passando dal cinema silent al sound, esponendo i cambiamenti culturali del tempo, che hanno influenzato anche il settore cinematografico. Inoltre, tratto degli aspetti più importanti che costituiscono un film di Shakespeare, e l’accresciuta fama grazie all’incremento di migliori mezzi di comunicazione. Passando al Dopoguerra, prendo in considerazione le opere di Akira Kurosawa, Grigorij Kozincev e Franco Zeffirelli, per parlare delle trasformazioni culturali e filmiche, e le innovazioni della seconda metà del secolo, fino ad arrivare agli anni ’90: qui mi soffermo sul regista e attore Kenneth Branagh, e le modifiche e le novità che ha apportato al cinema shakespeariano, citando alcuni suoi lavori. Nel secondo capitolo, mi concentro sul caso di Hamlet, in particolare sulle sue versioni cartacee differenti e conseguentemente sulle sue trasposizioni cinematografiche: quale versione è stata presa in considerazione? Come è stata reinventata per lo schermo? I personaggi e le vicende sono stati resi come Shakespeare li aveva descritti o ci sono stati dei cambiamenti visibili? Paragonando il Primo e Secondo Quarto, con il Folio e le Gesta Danorum di Saxo Grammaticus, esamino le trasformazioni e le novità che possiamo incontrare tra le varie storie, che siano di trama o di personaggi: analizzo figure di rilievo come il Fantasma, invenzione di Shakespeare, in relazione al suo rapporto con Amleto, e cosa rappresenta per lui, per il regno e per gli avvenimenti passati e futuri; mi concentro su altri personaggi, come Laerte, altra trama secondaria inventata da Shakespeare, Polonio/Corambis e Ofelia. Oltre alla scena del Fantasma, e al famosissimo soliloquio “to be or not to be”,

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Parole chiave

cinema
shakespeare
william shakespeare
tesi
hamlet
amleto
adattamenti cinematografici
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