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Il marketing d’infanzia: excursus delle strategie di vendita rivolte ai bambini e come contrastarle

Questa tesi si propone di presentare e analizzare il fenomeno del marketing per bambini, concentrandosi sulle varie strategie e sui mezzi attraverso i quali le aziende raggiungono il loro mercato di riferimento.
Il primo capitolo si propone di come è nato questo fenomeno, fornendo una panoramica storico-culturale sulla figura del bambino, la sua evoluzione nel corso della storia e la sua rilevanza nel mercato.
Questa parte offre una panoramica del fenomeno ai suoi inizi, tra gli anni Novanta e il Duemila, a partire dall'incidenza della televisione in casa, il suo impatto attraverso la pubblicità e i programmi televisivi in grado di catturare l'attenzione dei bambini e di influenzare la loro attenzione.
Di grande importanza è anche il marketing alimentare e le sue conseguenze sulla salute fisica dei bambini, nonché il marketing nelle scuole, dimostrando che queste non sono sempre state un luogo protetto e sicuro.
Il secondo capitolo procede con l'analisi della situazione attuale, ovvero di come le aziende esercitino influenza sui bambini attraverso i nuovi media e le nuove tecnologie, che facilitano il processo di raggiungere le masse e il pubblico di riferimento: tra queste, la strategia della pubblicità-in-app e del branding.
I giochi e i dispositivi interattivi hanno portato un cambiamento significativo: anche se questi strumenti dovrebbero supportare il processo di crescita e sviluppo dei bambini, rischiano di corrodere il legame genitore-figlio e di sostituirsi all'adulto. Inoltre, l'introduzione di queste nuove tecnologie e dei programmi di supporto all'apprendimento utilizzati anche nelle scuole, possono avere effetti diversi a seconda del loro utilizzo.
È proprio il terzo e ultimo capitolo che presenta i vari rischi di un uso inconsapevole e sproporzionato di queste tecnologie, proponendo varie soluzioni: si concentra in particolare sulla Media Education e su alcuni progetti attivi nelle scuole italiane e non solo: questa disciplina viene è attuata in misura limitata all'interno del sistema scolastico italiano, spesso in situazioni episodiche.

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5 CAPITOLO 1. Le radici dell’influenza pubblicitaria sulle abitudini dei bambini 1.1. Bambini e consumismo: analisi sul contesto storico-culturale Nel corso del XX secolo, con l'avvento delle tecnologie di comunicazione, le imprese hanno progressivamente ampliato le proprie strategie per penetrare all'interno delle case e delle famiglie. Questo fenomeno si verificava, seppur con modalità differenti, già a partire dagli anni Trenta, quando i giornali e le riviste di pubblicità iniziarono a raggiungere direttamente l’individuo attraverso la consegna a domicilio (Cashman, 1989). Ma questo fenomeno si verificava anche attraverso le trasmissioni radiofoniche: già nei primi anni Quaranta, i due terzi dei programmi radiofonici erano intervallati da pubblicità, le quali erano in grado ai influenzare un sempre più alto numero di spettatori, facilmente manovrabili a causa della mancanza di alfabetizzazione (Cashman, 1989). Proprio al radio e la televisione sono i media che hanno maggiormente riconfigurato i diversi aspetti della vita di tutte le fasce d’età: in particolar modo, quelli che sono stati, e sono ancora, maggiormente colpiti dalla potenza e prepotenza mediatica di questi mezzi, sono i bambini ed i giovani. Tuttavia, il cambiamento più profondo si è verificato con l’avvento di rete e di Internet, che ha costantemente e gradualmente trasformato la vita di tutti noi, dalla vita quotidiana al sistema comunicativo: essa non consente solo la comunicazione uno-a-molti o uno-a-uno, ma anche quella molti-a-molti, tipico dell’attuale network society (Castells, 2001). La stessa rete ci consente di trasformarci in produttori di contenuti, e non semplicemente fruitori: attraverso la realizzazione di foto, video, recensione di prodotti, produciamo i cosiddetti UGC (User Generated Content) (Livingstone, 2009). Stando ad un’indagine condotta da Pew Research Centre 1 in ambito statunitense, più del 64% degli adolescenti realizza e condivide i propri contenuti online, che siano fotografie, video, o la creazione di un blog. (Lenhart, Madden, Smith, & MacGill, 2007) 2 . Per giunta, molti di noi possono essere definiti come produttori di contenuti. Tuttavia, è necessario considerare l’aspetto prettamente sociale, un ribaltamento dei ruoli, che differenzia i nuovi media da quelli precedenti: una differenza: si tratta della prima volta in assoluto in cui i giovani ed i bambini possiedono abilità e competenze superiori rispetto agli adulti; questi, gli “immigrati” hanno un accesso e gestione di internet e dei nuovi media più difficile rispetto ai giovani, i “nativi”. (Prensky, 2001). Difatti, nel corso della storia, i bambini non hanno mai ricoperto un ruolo rilevante all’interno della società, contrariamente a quanto si sta verificando negli ultimi decenni. Andando a ritroso nel tempo, nel Medioevo, gli infanticidi e violenza nei confronti dei bambini erano molto frequenti; il periodo dell’infanzia era molto breve: durava al massimo fino ai 7 anni, diventando subito adulto con la responsabilità di imparare un mestiere. La situazione va peggiorando durante la rivoluzione industriale con un aggravamento dello sfruttamento minorile, ma che migliora progressivamente all’inizio del ‘900, quando psicologi e sociologi iniziarono a porsi domande sui bisogni dei piccoli sfruttati e maltrattati 3 . Si è giunti ad un punto di svolta fondamentale con la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia (New York, 1989), garantendo diritti basilari a tutti i bambini, ovvero, tutti i minori di 18 anni 4 . È così che i bambini sono diventati parte integrante della società dei consumi 5 , in seguito alla trasformazione del concetto di infanzia e del ruolo svolto dai bambini nella società stessa. 1 Il Pew Research Centre è un centro di studi statunitense apartitico; fornisce informazioni su argomenti e problemi attuali nel mondo. 2 https://www.pewresearch.org/internet/2007/12/19/teens-and-social-media/ [sito consultato in data 30/12/2023] 3 https://darevocealsilenzio.it/storia-infanzia/ [sito consultato in data 30/12/2023] 4 https://bitly.ws/38ypg [sito consultato in data 30/12/2023] 5 La società dei consumi si è sviluppata nell’Europa Occidentale in seguito alla Seconda Guerra Mondiale ed è segnata da un progressivo aumento del tasso di acquisti di tutti quei prodotti classificati come “secondari”, di lusso

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Informazioni tesi

  Autore: Ludovica Sfregola
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2022-23
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Giorgio Porcelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 34

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