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Nomadismo fiscale e le sue patologie

Informazioni tesi

  Autore: Marco Lupi
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Diritti, Economie e Culture del Mediterraneo
Anno: 2021
Docente/Relatore: Nicola Fortunato
Istituito da: Università degli Studi di Bari
Dipartimento: Dipartimento Jonico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 337

Il nomadismo fiscale è un neologismo per indicare la pianificazione fiscale aggressiva come categoria concettuale del diritto tributario globale che consiste nello sfruttamento delle disparità transnazionali tra gli ordinamenti tributari, al fine di conseguire vantaggi d’imposta che gli Stati non avrebbero altrimenti inteso concedere. In particolare si è approfondito i limiti del modus operandi del contribuente, sia esso persona fisica o giuridica, che in questo campo cavalca la sottile linea di confine tra risparmio lecito ed illecito d’imposta. L’analisi è partita dal principio d’iniziativa economica sancito dall’art. 41 della Costituzione che declinandosi nell’art. 1322 del codice civile ha, o meglio dovrebbe avere, come limite l’abuso di quel potere concesso dai padri fondatori. Tutta la prima parte dell’indagine ruota intorno al concetto di abuso del diritto inteso come lo strumento che l’Amministrazione finanziaria utilizza per contenere il fine del contribuente, ma che è anche il mezzo del contribuente per contenere il fine del fisco. Quindi si è approfondito il concetto di abuso del diritto in ambito tributario ed in particolare si è ricostruito il suo contenuto attraverso l’analisi della giurisprudenza della Suprema Corte di Giustizia e della Corte di Cassazione. Quest’ultima, muovendosi quasi in parallelo con la prima, ha finito con integrare il contenuto del concetto di abuso alla luce dei principi dettati dalla Costituzione in materia fiscale. L’esame ha poi imboccato la strada dello studio dei criteri di collegamento che legano il contribuente alla potestà impositiva del proprio Stato nonché di quelli che permettono allo Stato di imporsi fiscalmente sui cittadini non residenti. L’ esame di detti criteri ha portato a quella che è la causa primaria della pianificazione fiscale aggressiva ovvero il fenomeno della doppia imposizione, che scaturisce proprio dal fatto che ogni Stato, con l’intento di catturare quante più fonti di entrate erariali possibili ― queste ultime strumento cardine per il funzionamento del sistema paese ebbene tenerlo sempre presente ― tende a sottoporre ad imposizione il cittadino anche per tutti i redditi di cui è percettore oltre i confini territoriali della propria sovranità. Il mancato coordinamento tra ordinamenti Statali ha portato il contribuente a adottare schemi di pianificazione fiscale che sfruttando le asimmetrie generate dalla predetta assenza d’integrazione fra ordinamenti statuali, gli permettono di erodere la base imponibile. L’OCSE, infatti, parla anche di doppia non imposizione in alcuni casi. Nella seconda parte del presente studio si è proseguita la disamina degli schemi di pianificazione esaminando gli aspetti patologici del fenomeno. Quindi si è dato luogo ad una panoramica di tutte quelle forme di pianificazione grazie alle quali il contribuente mistifica o addirittura cela un criterio di collegamento che, a secondo della convenienza, lega il reddito percepito ad un determinato ordinamento, questo nel caso in cui in quest’ultimo il trattamento fiscale sia privilegiato, o cela ogni collegamento che lega il reddito percepito al paese fonte, per riportalo al proprio paese di residenza, nel caso in cui il paese fonte presenti un’imposizione fiscale meno conveniente. Quindi sono state esaminate le fattispecie di esterovestizione, stabile organizzazione occulta e quelle relative ai paradisi fiscali. In questa parte uno spazio è stato dedicato alle disposizioni sul tranfer pricing. Queste norme si occupano di particolari schemi pianificazione fiscale che trovano il proprio fulcro nelle transazioni infragruppo. Il tranfer pricing ha ad oggetto quelle transazioni commerciali che intercorrono tra consociate di una multinazionale con lo scopo di spostare beni intangibili, asset o rischi d’impresa presso consociate allocate in paesi a fiscalità privilegiata con il fine di far in modo che la multinazionale, di cui le predette consociate fanno parte, possa percepire utili in paesi ove questi sono soggetti a bassa o nessuna fiscalità oppure possa dedurre i costi delle suddette operazioni infragruppo. L’ultima parte dello studio è stata dedicata alla nuova frontiera della pianificazione fiscale ovvero quella che pervade la digital economy. In questo mondo senza frontiere fisiche la capacità delle multinazionali di spostare i propri asset è divenuta talmente facile e rapida che affermare che la risposta degli Stati al contrasto dell’erosione della base imponibile è insufficiente è davvero un eufemismo. Si sono delineati i tratti essenziali di un fenomeno che, soprattutto grazie al web, ha assunto aspetti tanto più gravi quanto più le casse degli Stati vengono depauperate di risorse fondamentali alla sopravvivenza di un sistema paese e che impone una riflessione globale sul sistema tributario transnazionale non più rispondente alla realtà.

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  Autore: Marco Lupi
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Diritti, Economie e Culture del Mediterraneo
Anno: 2021
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Istituito da: Università degli Studi di Bari
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4 1 Tratto da Francesco Pepe, “ L’Emergenza Covid-19 nell’Unione Europea verso una solidarietà tributaria Strategica ”, aprile 2020, website https://www.rivistadirittotributario.it/ 2 Vedi nota 1 INT RODUZ IONE L ’a na lisi de l fe nome no de l c .d. noma dismo fisc a le è sta ta a ffronta ta da llo sc rive nte , a ppa ssiona to di ge opolitic a , c on l’obbie ttivo di c ompre nde re le dina mic he tributa rie tra nsna z iona li e le re la tive ric a dute sulle politic he e c onomic he de gli Sta ti. Que sta rifle ssione è dive nuta ta nto più opportuna , qua nto più il disa stro pa nde mic o ha c olpito il siste ma e c onomic o globa le . L ’e me rge nz a pa nde mic a se mbra imprime re a lla politic a fisc a le de gli Sta ti un rilie vo propria me nte stra te gic o. L ’a c quisiz ione e ffe ttiva e c onc re ta di ge ttito a ppa re non più solo una inde fe ttibile e sige nz a inte rna (di strume nto di c ope rtura e ripa rto de lle spe se pubblic he ), ma finisc e pe r a ssume re a nc he – e d a nc or prima – un bisogno ge o-politic o fonda me nta le , una priorità de llo Sta to c he dovrà soddisfa re ne c e ssa ria me nte pe r sopra vvive re a ll’inte rno de lla c omunità inte rna z iona le o me glio pe r e vita re di c olla ssa re sotto spinte prove nie nti da ll’e ste rno o sotto il pe so de lle proprie inc ongrue nz e struttura li. «Mostra rsi pa ga tori solvibili a gli oc c hi de i me rc a ti fina nz ia ri inte rna z iona li nonc hé de gli a ltri Sta ti pla usibilme nte ra ppre se nte rà ne i prossimi a nni, e be n più di qua nto già oggi a vvie ne , fa ttore de te rmina nte ne lla de finiz ione de l proprio ruolo e de l proprio pote re ne goz ia le su sc a la e urope a e mondia le » 1 . In se c ondo luogo, e d in c onse gue nz a di c iò il rilie vo ge o-politic o de lla fisc a lità inte rna z iona le , e d il suo via via più fre que nte uso c ome strume nto di pote nz a , non solo dive rrà a nc or più e vide nte , ma proba bilme nte te nde rà a d inva de re a nc he il c a mpo de lla fisc a lità dome stic a , c ondiz iona ndola sia ne lla struttura sosta nz ia le c he ne lla sua ge stione buroc ra tic a . In spe c ie , sotto il primo profilo, si sta glia a ll’oriz z onte la possibile futura e me rsione di un forte vinc olo e ste rno a lle sc e lte – potre bbe dirsi ta ttic he – di politic a fisc a le de gli Sta ti, a nc he inte rna . L ’imma ne sforz o (in te rmini fina nz ia ri, di spe sa in de fic it) «c he ogni na z ione sta c ompie ndo in que ste se ttima ne è fina liz z a ta , in ogni suo a spe tto, a d a ssic ura re (ne l bre ve e ne l me dio te rmine ) un soste gno a de gua to e re a le a d impre se , profe ssionisti, la vora tori e fa miglie . Indiriz z a re ne i c onfronti di que sti sogge tti il futuro (ma ggior) pre lie vo fisc a le , ne c e ssa rio pe r a ssic ura re la soste nibilità ne l te mpo de l de bito oggi c ontra tto, non sa re bbe quindi via (te c nic a me nte e politic a me nte ) pe rc orribile , da to c he – in tutta e vide nz a – a vre bbe e ffe tti pa ra dossa li: l’a ppa ra to pubblic o si trove re bbe infa tti a da re c on una ma no pe r poi ripre nde re c on l’a ltra gli a iuti c onc e ssi, va nific a ndoli de l tutto, frustra ndo sopra ttutto ogni possibilità di futura ne c e ssa ria ric a pita liz z a z ione de lle impre se » 2 . E sc lusa l’opportunità di un pre lie vo su impre se loc a li, profe ssionisti e fa miglie , un siste ma di ta ssa z ione a d hoc ne i c onfronti de lle multina z iona li pla usibilme nte si porrà a i singoli Sta ti c ome via obbliga ta . «In fondo le multina z iona li – in pa rtic ola re que lle digita li – pur riduc e ndo a nc h’e sse in pa rte i loro introiti, sta nno finora ma nife sta ndo una ma ggiore c a pa c ità di re siste nz a a gli e ffe tti e c onomic i de lla c risi sa nita ria , ta lc hé

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Parole chiave

elusione fiscale
paradisi fiscali
digital economy
evasione fiscale
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abuso del diritto
stabile organizzazione occulta
web company
nomadismo fiscale
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