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''L'Unità'' e gli allargamenti della Comunità Europea (1969-1986)

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Anteprima della tesi: ''L'Unità'' e gli allargamenti della Comunità Europea (1969-1986), Pagina 10
I timori francesi su di un possibile asse preferenziale Londra-Bonn non erano 
peraltro infondati, dato che Brandt, recatosi a Londra < per sondare le opinioni di 
Wilson su MEC e Ostpolitik >
60
,  colse l’occasione per rafforzare l’intesa anglo-
tedesca, registrando una < perfetta identità di vedute e stretta collaborazione sul 
piano politico, economico e militare. >
61
 
A Londra il cancelliere tedesco non mancò di rilevare < per l’ennesima volta la 
necessità dell’ingresso britannico nel MEC. >
62
 
Appena un mese più tardi Brandt, in visita ufficiale a Washington, precisò che era 
auspicabile un allargamento della Comunità < per poter così diventare un partner 
degli USA su un piede di uguaglianza e di autonomia >
63
: una tesi, questa, che i 
comunisti italiani avrebbero fatto propria alcuni anni dopo, ma che in quel 
determinato momento storico era destinata a non avere una particolare rilevanza e 
attenzione da parte del PCI. 
Per quanto riguardava il fatto specifico dell’ingresso della Gran Bretagna nel 
MEC, i comunisti italiani erano addirittura di parere opposto: ritenevano 
fondatissime le paure di chi vedeva in Londra un Paese disposto a lasciarsi guidare 
e condizionare dal grande alleato americano che quindi, anziché trovarsi di fronte 
una Europa più autonoma e più indipendente, avrebbe accentuato la sua forza nei 
confronti della Comunità allargata. 
Lo scetticismo dei comunisti di fronte all’ingresso della Gran Bretagna fu ben 
riassunto da Augusto Pancaldi, firma di spicco de “l’Unità”, il quale, 
successivamente all’incontro dell’Eliseo tra Pompidou e il nuovo primo ministro 
britannico Heath, dopo aver messo in evidenza come fosse difficile pronosticare il 
modo in cui l’Inghilterra si sarebbe mossa nel gioco comunitario, si domandò: < 
Come non temere, ad allargamento avvenuto, una accresciuta influenza atlantica 
su questa Europa “grande formato”, se già oggi i conservatori e gli atlantici 
battono le mani all’accordo dell’Eliseo perché, come scrive l’Aurore, questa 
nuova Europa conglobante altri Paesi atlantici come l’Inghilterra, la Norvegia e la 
Danimarca situerà questo continente al suo vero posto, cioè accanto alle “altre 
nazioni libere come gli Stati Uniti e il Canada associato al patto atlantico”? >
64
 
Ennio Polito, dal canto suo, ritenne < legittimi >
65
 tutti gli interrogativi posti 
riguardo al ruolo della Gran Bretagna all’interno della Comunità, poiché < non vi 
è alcuna garanzia che Londra non continui a lasciarsi guidare dal suo legame con 
gli Stati Uniti e non operi nel senso di una ulteriore atlantizzazione dell’Europa; 
né si può escludere che, anziché far da contrappeso alla preponderanza di Bonn, si 
orienti verso una intesa “anglosassone” a danno della Francia e degli altri. >
66
 
                                                 
60
 s.f., Willy Brandt è a Londra per sondare le opinioni di Wilson su MEC e Ostpolitik, in “l’Unità”, 
3 marzo 1970 
61
 s.f., Conclusa la visita di Brandt, in “l’Unità”, 5 marzo 1970 
62
 Ibidem. 
63
 s.f., Primo colloquio in USA tra Nixon e Brandt, in “l’Unità”, 11 aprile 1970 
64
 Augusto Pamcaldi, Intesa per l’Inghilterra nel MEC, in “l’Unità”, 22 maggio 1971 
65
 Ennio Polito, Londra e il MEC, in “l’Unità”, 23 maggio 1971 
66
 Ibidem. 
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Informazioni tesi

  Autore: Giacomo Giulianelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Ariane Landuyt
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 256

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