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La caduta del Muro di Berlino attraverso la stampa internazionale

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15 Infatti “il sistema di segnalazione costituito dai mass media non può che favorire l’esplosione di avvenimenti massicci, quei vulcani di attualità che sono spuntati recentemente con la guerra dei sei giorni, il maggio ‘68, l’invasione di Praga, il ritorno del generale De Gaulle e la sua morte o l’allunaggio americano, avvenimenti mostruosi che si ripetono e probabilmente si ripeteranno sempre più spesso”. Tale previsione non può che far pensare al crollo del Muro di Berlino 27 come ad uno di quegli avvenimenti “mostruosi” elencati da Nora e destinati a ripetersi sempre più spesso nella storia dell’umanità e destinati altrettanto spesso a divenire notizie da prima pagina. Il concetto di notizia, come ben evidenzia Papuzzi, è la quintessenza del giornalismo: “Esso rappresenta allo stesso tempo il contenuto fondamentale di questa professione e la forma tipica in cui si rispecchia. In questa chiave nel lessico redazionale si sente dire che un evento fa o non fa notizia, oppure si parla di senso della notizia e di fiuto per la notizia. Lo scoop è la notizia in esclusiva, il buco è la notizia mancata. Gli studiosi del linguaggio giornalistico hanno coniato il neologismo newsworthy, notiziabile, per indicare un evento che è potenzialmente una notizia e hanno messo a fuoco una serie di news values, valori notizia, che rendono notiziabile un avvenimento 28 ”. Senza dubbio, il concetto di notizia è difficile da inquadrare e sfuggente ad ogni tentativo di definizione precisa ed esaustiva. In questa sede si cercherà di analizzare per sommi capi tale concetto, senza tuttavia pretendere di rinchiuderne l’essenza in rigidi schemi teorici. La notizia moderna nasce soltanto negli anni trenta dell’Ottocento, quando la stampa quotidiana aveva alle spalle già un secolo di storia 29 , ed è proprio nell’Ottocento che si verifica l’esplosione della stampa 30 . L’idea moderna di notizia si sviluppa negli Stati Uniti in concomitanza con la rivoluzione della penny press, quando un gruppo di battaglieri editori fondò quotidiani da vendere a un penny attraverso lo “strillonaggio”, mentre i giornali tradizionali costavano ben sei cents ed erano diffusi soprattutto per abbonamento 31 . Nel 1833 apparve a New York il Sun, prima testata della penny press, una rivoluzione che portò all’allargamento della base sociale del pubblico dei quotidiani, non più limitato alla sola borghesia. E fu così che nacque la stampa per i pionieri, i farmers, i Bottegai dell’Ovest e i lavoratori delle nascenti industrie dell’Est. 27 Ma anche ad avvenimenti più recenti ed altrettanto epocali e drammatici nella loro eccezionalità, come, ad esempio, l’ “11settembre”. 28 A. Papuzzi, Etica e tecnica, in Marcello Sorgi e Luigi La Spina (a cura di), Stile Stampa, Editrice La Stampa, Torino 1998, p. 3. 29 Il primo quotidiano del mondo, il Daily Courant, nacque infatti a Londra nel 1702. 30 A questo proposito vedere Alberto Cavallari, La fabbrica del presente, Feltrinelli, Milano 1990. 31 A. Papuzzi, op. cit. p. 4.
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La caduta del Muro di Berlino attraverso la stampa internazionale

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Informazioni tesi

  Autore: Paola Abbate
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione sociale e istituzionale
  Relatore: Francesco Tuccari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 425

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