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Peyote: profilo farmaco-tossicologico e modelli culturali nelle popolazioni indigene nordamericane

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4Nel 1887, Louis Lewin, farmacologo tedesco, ricevette dalla Parke Davis & Company di Detroit del materiale etichettato come "Muscale Button", che usò per studi di chimica riuscendo a scoprire numerosi e nuovi alcaloidi. Alcuni "bottoni" secchi vennero rinvenuti in acqua al fine di identificare il materiale vegetale e fu in questa occasione che il botanico Paul E. Hennings del Royal Botanical Museum di Berlino, notò che il materiale appariva simile alla pianta chiamata Anhalonium Williamsii (Echinocactus williamsii di Lemaire e Salm- Dyck) ma differiva un po' per la forma del corpo e per la presenza di una peluria fitta nella parte centrale della pianta. Hennings concluse allora che il materiale secco, portatogli da Lewin, era una nuova specie e, in onore al suo collega, gli attribuì il nome di Anhalonium lewinii. La descrizione venne accompagnata da due disegni; uno illustrava la nuova specie "A. lewinii", l'altro la vecchia "A. Williamsii", ma il disegno della nuova specie, ottenuto dalla pianta secca che Lewin aveva bollito in acqua, altro non era che una sommaria ricostruzione di quello che la pianta era in passato. Il tessuto essiccato si riduce molto in volume, mentre la peluria rimane invariata perciò in proporzione al resto del tessuto vegetativo essa appariva molto più abbondante. Hennings e Lewin pensavano di aver scoperto una nuova specie di peyote mentre la pianta che loro stavano studiando non era altro che l'A. Williamsii. Negli anni che seguirono, tra i botanici c'era ancora molta confusione circa la classificazione del peyote, ma nel 1891, Coulter propose un nuovo genere per identificare soltanto il peyote: Lophophora. Questo rese più chiara la nomenclatura in quanto il peyote era stato incluso, alla fine del XIX secolo, in almeno cinque generi diversi di cactus. Il gruppo di piante comunemente chiamato e usato come peyote è quindi unico nella famiglia dei cactus e merita di essere citato separatamente come genere Lophophora. Agli inizi del 1900, numerose forme e varianti di peyote erano diffuse tra i coltivatori d'Europa e d'America ed erano spesso descritte come nuove e differenti specie. Il numero e la prominenza delle coste, le lievi variazioni di colore e le condizioni della peluria sono le tre condizioni che hanno permesso di individuare molte delle specie di peyote. Tuttavia, questi caratteri variano così spesso in
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Peyote: profilo farmaco-tossicologico e modelli culturali nelle popolazioni indigene nordamericane

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Informazioni tesi

  Autore: Livia Andreon
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Farmacia
  Corso: Farmacia
  Relatore: Santi Spampinato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 106

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