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La responsabilità sociale dell'impresa: la fiducia come fattore di successo competitivo

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§ 1 Il Problema - 9 - sono state lotte mirate principalmente al controllo politico ed economico delle risorse naturali e a farne le spese sono state soprattutto vittime civili. Il numero dei conflitti armati negli ultimi cinquant’anni non è sceso, la maggior parte dei quali riguardano aree del sud-est asiatico e dell’Africa. Questi paesi continuano ad investire grosse somme di denaro in armamenti, spesso indebitandosi con i paesi sviluppati, dimenticandosi dei problemi sanitari, economici e sociali che li affliggono. Gli investimenti mondiali dal 1990 al 1996 ammontavano a 1500 miliardi di dollari, dei quali 1.000 miliardi ha riguardato paesi in via di sviluppo aggravando la loro situazione di indebitamento e sottraendo risorse preziose e scarse per il loro sviluppo, mentre nel 1997 il debito dei paesi in via di sviluppo ammontava a 2.200 mi- liardi di dollari 7 . È cosa nota che dietro i conflitti vi siano quasi sempre dei secondi fini economici. Fino ad un passato recentissimo, i concreti interessi economici di una nazione - o più spesso quelli di una classe dirigente - potevano effettivamente consigliare azioni belliche e politiche imperialistiche. Dall’approvvigionamento di materie prime al controllo sulle vie dei commerci, dalla ricerca di terre dove convogliare manodopera esuberante, alla creazione di condizioni coloniali per gli in- vestimenti, le motivazioni economiche si sono sempre accompagnate e sovrapposte a quelle di potere e di equilibrio strategico. E vi era una parte di verità nell’affermazione di Marx secondo cui i sistemi capitalisti portavano in sé il germe dell’imperialismo 8 . Tuttavia la globalizzazione sta cambiando le carte in tavola: lo scenario economico va delineandosi sempre di più come uno scenario di interdipendenza e contatto, come una rete di attività complementari e trasnazionali, spesso ancora ingiuste in questa fase, ma capaci di fondare una vera e propria necessita econo- mica della cooperazione. Il progresso tecnologico, dopo aver innestato il germe dell’imperialismo nel capitalismo industriale, apre invece le porte ad automatismi che consolida- no la cooperazione e la pace delle economia post-moderne [Mastrojeni, 2000]. I conflitti armati pur essendo la causa principale delle violazione dei diritti umani non sono l’unica. La povertà, la scarsità delle materie prime, la siccità, negano ad un quinto della popola- zione di vivere una vita dignitosa e spesso negano la vita stessa. In un mondo globalizzato, dove alcuni dispongono di grandi ricchezze ed opportunità mentre per molti vi è solo miseria e dispe- razione e dove le parole sono di guerra alle nazioni e non di guerra alla povertà non viene negata solo la giustizia legale ma anche su quella sociale. Tutti i diritti umani hanno un valore intrinseco ma, il rispetto di ciascuno di essi è fondamentale perché siano rispettati tutti nel loro inscindibile complesso. Sono molti gli emarginati, coloro che, vivendo la miseria, patiscono gravi e sistema- tiche privazioni di gran parte dei loro diritti. Assistenza sanitaria, acqua potabile, adeguata ali- 7 World Watch Institute, State of the War 1999. 8 Michael Renner, in State Of the War

Anteprima della Tesi di Giuseppe Licatalosi

Anteprima della tesi: La responsabilità sociale dell'impresa: la fiducia come fattore di successo competitivo, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative

Autore: Giuseppe Licatalosi Contatta »

Composta da 369 pagine.

 

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