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L'interazione on line ieri, oggi e domani: aspetti tecnologici, sociologici e di business

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9 Proprio da questo spunto parte la riflessione del quinto capitolo, dedicato alla menzogna che, nelle relazioni nate all’interno del cyberspazio, appunto perché non è possibile vedere chi realmente c’è dall’altra parte del monitor, rappresenta una delle peculiarità più diffuse e controverse. Molti soggetti, infatti, trovano vantaggiosa e stimolante l’assenza del corpo perché in questo modo possono fingere di essere chi vogliono, indossando diverse maschere ed esprimendo aspetti del proprio Sé che nella vita di tutti i giorni spesso sono inibiti e non hanno modo di essere vissuti liberamente. La menzogna dunque non va considerata con una valenza esclusivamente negativa, poiché permette al soggetto di scoprire e sviluppare aspetti della propria personalità che, una volta portati alla luce e rielaborati, possono costituire una fonte di arricchimento e di crescita interiore. Una delle forme più diffuse di menzogna in Rete è il cosiddetto gender swapping, ossia il fatto di fingere di appartenere all’altro sesso: anche questa è una forma di sperimentazione che può portare all’individuo spunti di riflessione e di arricchimento interessanti, spingendolo a comprendere meglio cosa si prova indossando i panni dell’altro sesso. Il problema relativo a queste bugie è naturalmente costituito dalle persone con cui si entra in contatto nel corso di questa interazione “menzognera” e che, illudendosi, potranno sentirsi ingannate e ferite quando la verità verrà scoperta. Nel paragrafo 5, tuttavia, si discute come spesso in realtà non si voglia davvero smascherare i mentitori: viene riportato l’esempio della cosiddetta “rivoluzione fakester” avvenuta all’interno del social network Friendster, in cui si difende il diritto di creare in Rete un’identità “falsa” al fine di poter esprimere liberamente la propria personalità. Infine, nel paragrafo 6, si parla di una particolare categoria di mentitori: i bot, sofisticati esperimenti di intelligenza artificiale che, come nel famoso caso di Julia, inseriti all’interno di una chat sono in grado di conversare con gli altri utenti fingendosi, in maniera più o meno efficace, una persona reale. Nel sesto capitolo si parla del linguaggio della Rete, cioè di quelle caratteristiche particolari assunte dalla lingua utilizzata nel corso delle interazioni on line. Vengono analizzate in particolare le abbreviazioni, utilizzate al fine di rendere lo scambio comunicativo più rapido, e tutti quegli accorgimenti (emoticons, onomatopee, stili di

Anteprima della Tesi di Serena Chiarle

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Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Serena Chiarle Contatta »

Composta da 502 pagine.

 

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