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David Lynch e l'espressionismo postmoderno

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18 Il retroterra irrazionalistico del nichilismo espressionista, irrompe nel cinema sancendo la fine del “realismo ontologico” 24 dell’immagine filmica, per dirla con Bazin, e, mettendo in discussione i rapporti logici di senso, sceglie per esibirsi la via dell’onirico e soprattutto della visione, o meglio, del “visionäre” 25 . Tralasciando la diatriba che distingue film “caligarici” da film propriamente “espressionisti” (menzionata per esempio da Mitry 26 ), sembra invece più proficuo iniziare un discorso sull’espressionismo cinematografico proprio dal Caligari di Wiene, opera che sancisce ufficialmente l’esordio del nuovo stile al cinema. La trama universalmente conosciuta, secondo le intenzioni, vere o presunte, degli sceneggiatori Janowitz e Mayer 27 , riguarda un incubo del protagonista Franz, uno squilibrato, il quale immagina il Dr. Caligari, direttore del manicomio dove egli stesso è ricoverato, ipnotizzare un sonnambulo (Cesare) e costringerlo a uccidere. Il film è uno dei primi a introdurre un flashback fasullo o allucinatorio. Denunciare il regime di falsità o anche solo di ambiguità dell’immagine cinematografica, che per natura reca in sé le coordinate della realtà materiale, potrebbe intendersi come operazione orientata già in direzione meta-linguistica, il che testimonierebbe la rapidità con cui il linguaggio cinematografico stesse evolvendosi. Inoltre le scenografie dipinte, che rendono il paesaggio a metà strada tra la piattezza delle superfici e la tridimensionalità di una prospettiva infranta in molteplici punti di fuga, rompendo l’equilibrio dell’immagine e suggerendo allusivamente il caos mentale del 24 André Bazin, Qu’est-ce que le cinéma? I, II, III, IV, Editions du Cerf, Paris 1958, 1959, 1961, 1962, trad. it. Che cosa è il cinema, Garzanti Editore, Milano 2000 (Presentazione, scelta dei testi e traduzione di Adriano Aprà), p. 3–10. 25 L. Quaresima, Il cinema espressionista come “angewandte kunst”, cit., p. 95, citazione da B. Balàzs, Der sichtbare mensch, oder die kultur des films, Deutsch – Österreichischer Verlag, Wien– Leipzig 1924, ora in, Schriften zum film, vol. 1, Der sichtbare mensch. Kritiken und Aufsätze, 1922 – 1926, München, Hanser 1982, p. 93. 26 J. Mitry, Storia del cinema sperimentale, Clueb, Bologna, 2002 (la 1^ edizione è del marzo 1971), p. 52–53. 27 Kracauer, (op. cit., p. 61–78) afferma categoricamente che l’intenzione originaria dei due sceneggiatori, mostrare la lucidità di Franz e la follia del Dr. Caligari, fosse stata tradita dal regista Robert Wiene, con lo scopo di adattarsi ai desideri delle masse. In realtà, come sottolinea anche Morando Morandini nella nota introduttiva al saggio, il Kracauer non esibisce prove sufficientemente valide a riguardo. La sua tesi, infatti, è dibattuta da Erwin Leiser, L’histoire des mésaventures de Caligari, in “Bianco e Nero”, n. 9–10, settembre – ottobre 1968, e da Francesco Savio, Visione privata, Bulzoni ed., Roma 1972.

Anteprima della Tesi di Chiara Armentano

Anteprima della tesi: David Lynch e l'espressionismo postmoderno, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Chiara Armentano Contatta »

Composta da 213 pagine.

 

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