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A tavola e a palazzo: i consumi degli Sforza Cesarini nel Settecento

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13 Nel secondo dopoguerra l’insegnamento delle “Annales” viene raccolto dalla seconda generazione dei grandi storici francesi. La personalità che spicca maggiormente è senza alcun dubbio quella di Fernand Braudel. Egli ha rivoluzionato il concetto di storia, l’ha scardinato e ha aperto nuove frontiere per la storiografia mondiale. E’ riuscito a farlo attraverso un profondo cambio di prospettiva, facendo una distinzione tra i piani della storia, che secondo lui possono scindersi in due: esiste una parte che egli definisce histoire événementielle, un’altra che chiama Grande Storia, quella che indaga le strutture profonde. In un suo saggio metodologico, recentemente ripubblicato, Braudel cerca di spiegare la fondamentale differenza tra questi due modi di analizzare la storia, quando afferma: “la storia non è narrazione di avvenimenti puri e semplici; non è soltanto misura dell’uomo, dell’individuo, bensì di tutti gli uomini e della realtà della loro vita collettiva” 5 . Dichiara ciò in aperta polemica con la storiografia classica che esaltava le gesta eroiche di un personaggio di spicco, tralasciando, però, l’analisi per privilegiare l’aneddoto senza spiegarlo criticamente. Comincia quindi a spostare l’obiettivo dall’individuo alla società e alle manifestazioni che caratterizzano l’essere umano come un animale sociale: inizia ad analizzare la vita quotidiana. L’indagine intorno alla civiltà materiale, alle abitudini di un mondo che ha lasciato pochissime fonti da subito si è dimostrata difficile. Braudel analizza il consumo ben conscio del fatto che gran 5 F. Braudel, Storia, misura del mondo, Il Mulino, Bologna, ed. 1998.

Anteprima della Tesi di Marialaura Palumbo

Anteprima della tesi: A tavola e a palazzo: i consumi degli Sforza Cesarini nel Settecento, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marialaura Palumbo Contatta »

Composta da 182 pagine.

 

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