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Valutazione delle risorse internet: il caso di William Shakespeare

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diversi di reti a commutazione a pacchetto, ma vogliamo collegarle insieme perché abbiamo bisogno di usarle per l'esercito, per impiegare questi strumenti di comunicazione sul campo, in veicoli mobili, sull'oceano, dove si può usare il satellite per comunicare da una nave all'altra e da una nave alla costa; e noi vogliamo connetterli in un network continentale" (che l'Arpanet rappresentava). Così avevamo queste tre tecnologie di reti da connettere insieme. Il problema era certamente Internet, perché esso connetteva delle reti. Bob ed io lavorammo a quel progetto dal 1973. Varato come abbiamo visto nel 1973, Arpanet seguì un ritmo di crescita impetuoso, fino alla grande svolta del nuovo protocollo di trasmissione TCP/IP (1973), portando allo sviluppo di una interrete, una INTERNET. Nel 1980 la National Science Foundation finanziò la costruzione di reti tra le università americane e la loro connessione ad Arpanet: nacquero così Csnet (Computer Science Network), BitNet (Because It’s Time Network), Usenet. La vecchia Arpanet venne chiusa (1989) e, grazie all’interesse delle aziende private, si dette spazio ad una nuova Internet, globale e trasversale: molti gestori di telecomunicazione, interessati a vendere l’accesso alla rete, cominciarono a costruire le loro dorsali. L ‘ennesima grande rivoluzione di Internet era iniziata e nel 1995 il CERN di Ginevra, diretto da Tim Berners Lee, progettò un sistema per pubblicare sui nodi della rete documenti testuali interconnessi, battezzato World Wide Web. Già agli inizi del 1993 Marc Andressen ed Eric Bina (dottorandi al National Center for Supercomputing Applications dell’Università dell’Illinois) svilupparono la prima interfaccia grafica per l’accesso ai documenti in rete, il famoso Mosaic: grazie a questo Internet diventò utilizzabile anche da utenti non esperti e dopo essere entrata negli uffici e nelle aziende è entrata anche nelle case. Lo sviluppo decentrato e periferico ha portato alla creazione di uno spazio di comunicazione planetario, variegato e orizzontale per il quale non è possibile fare una stima precisa. In questo quadro si inserisce la definizione di Internet come “ipertesto globale” nell’importanza che le nuove tecnologie possono avere nello studio dei testi e nel trattamento della conoscenza. Si tratta, essenzialmente, di una forma di testo che permette al lettore di abbracciare o di percorrere una grande quantità di informazione in modi diversi ,scelti dal lettore stesso, e, nel contempo, in modi previsti dall'autore. L'ipertesto è una forma di testo composta da blocchi di "scrittura" e immagini collegati da link, che permette una lettura multilineare: non una lettura non lineare o non sequenziale, ma una lettura multisequenziale. Un ipertesto è un testo composto di spezzoni individuali, o lessie , uniti da collegamenti elettronici, parole, immagini, suoni o unità di lettura collegati da link. Le relazioni, che nelle forme di testo precedenti rimanevano puramente mentali, hanno ora un proprio modo di essere formulate. L'esperienza della lettura di un ipertesto è simile a quella della lettura di un libro scientifico o scolastico: si inizia a leggere, si
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Valutazione delle risorse internet: il caso di William Shakespeare

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Informazioni tesi

  Autore: Massimiliano Burani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Daniela Guardamagna
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

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Parole chiave

integrazione nuove tecnologie
internet
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