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Esperienza di tirocinio: iter diagnostico seguito nella valutazione del disturbo dell'apprendimento

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5 Sono bambini normalmente intelligenti e che hanno avuto normali opportunità scolastiche. Spesso il disturbo di lettura è associato, come già detto, a difficoltà e/o veri disturbi nella scrittura (ortografia) e nel calcolo. I bambini dislessici hanno avuto spesso, nella loro storia, un pregresso disturbo di linguaggio, di lieve entità, risolto quasi sempre senza la necessità di un intervento specialistico. Il disturbo che sta alla base della dislessia è di origine costituzionale e probabilmente congenito. In più della metà dei bambini dislessici si trova un familiare o un ascendente affetto dallo stesso tipo di problema. La Dislessia Evolutiva non è una malattia ma una modalità di funzionamento della competenze cognitive del soggetto. Non si guarisce dalla dislessia in quanto non si cambia la modalità di base del funzionamento cerebrale ma è solo possibile intervenire per aiutare il dislessico a leggere e scrivere meglio. La rieducazione del dislessico è possibile solo attraverso una riabilitazione mirata, specialistica e, soprattutto tempestiva. La riabilitazione deve essere basata su una valutazione specialistica del singolo bambino; non tutti i dislessici sono uguali: ognuno presenta un profilo individuale di difficoltà e non tutti hanno bisogno dello stesso supporto riabilitativo (Stella, 2003). Purtroppo, nonostante si stimi che vi siano circa 1.500.000 dislessici in Italia (Associazione Italiana Dislessia -A.I.D.-, 2003), i servizi specializzati sono ancora pochissimi e l'effetto più evidente di questa situazione è la conoscenza ancora molto parziale che si ha del fenomeno. La scuola, in particolare, ancora non accetta la dislessia. Il bambino dislessico spesso viene scambiato per il bambino svogliato, poco motivato, discolo, poco attento. Gli interventi messi in atto all' interno della scuola sono molte volte inadeguati e, a volte, controproducenti ( Meloni, 2003 ). In altri casi è possibile che dalla valutazione emerga un vero e proprio RITARDO MENTALE : il ritardo mentale è una condizione complessa caratterizzata da un deficit cognitivo alla cui definizione, però, concorrono altri fattori, non approfonditi in questa sede; è necessario tuttavia sottolineare che il ritardo mentale è associato e determina un disturbo complessivo della personalità e della capacità di adattamento. Si può parlare di ritardo (Masi, Stella, 1986) in presenza di : a) prestazioni qualitativamente sovrapponibili a quelle di bambini più piccoli con un normale sviluppo linguistico; b) un ritardo nella comparsa del linguaggio e un rallentamento nei ritmi dello sviluppo c) una certa modificabilità della prestazione e possibilità di recupero; d) funzionamento cognitivo significativamente al di sotto della norma; e) insorgenza entro i 18 anni d'età; (M. Masi , G. Stella, 1986)

Anteprima della Tesi di Laura Suck

Anteprima della tesi: Esperienza di tirocinio: iter diagnostico seguito nella valutazione del disturbo dell'apprendimento, Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Laura Suck Contatta »

Composta da 28 pagine.

 

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