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Il consenso informato nelle ASL della Toscana

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6 § 1.2.Le novità legislative degli anni Novanta e ‘il caso Massimo’. Nell’ultimo decennio grazie all’attenzione posta ai temi della salute e delle modalità di svolgimento dell’attività medica, il dibattito etico-giuridico nel rapporto medico-paziente, ha avuto un importante sviluppo. Questo è dimostrato da un lato, dall’istituzione, anche in Italia, di un Comitato Nazionale per la Bioetica ( 18 ), organo consultivo composto da medici, scienziati, giuristi e filosofi; dall’altro grazie all’emanazione di leggi che riconoscono l’essenzialità del consenso. Infatti, dopo due importanti leggi del 1978, la numero 180, in materia di assistenza psichiatrica e la numero 833, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, in cui la volontà del malato occupava già un ruolo importante ( 19 ); negli anni Novanta sono state emanate norme, in specifici settori della medicina, dove per la prima volta si è affermata l’essenzialità del consenso informato. In particolare la Legge 107/90, sulla “Disciplina per le attività trasfusionali relative al sangue umano e ai suoi componenti per la produzione di emoderivati”, definisce le trasfusioni come pratiche rischiose, per cui è indispensabile il consenso informato del ricevente ( 20 ). La Legge 135/90, sul “Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l’AIDS”, stabilisce all’articolo 5 che “nessuno può essere sottoposto, senza il suo consenso, ad analisi tendenti ad accertare l’infezione da HIV, se non per motivi di necessità clinica nel suo interesse.” Infine è necessario ricordare due decreti ministeriali del 27 aprile 1992 e del 15 luglio 1997, che, nel recepire le norme europee di Good Clinical Practice, individuano nel consenso informato la condizione imprescindibile per l’esecuzione della sperimentazione dei farmaci sull’uomo ( 21 ). ( 18 )Il Comitato Nazionale per la Bioetica è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 marzo 1990. ( 19 ) P. Borsellino, Bioetica: tra autonomia e diritto, cit. p.81. ( 20 ) Art. 3 legge 4 maggio 1990, n.107 “Per donazioni di sangue e di emocomponenti si intende l’offerta gratuita di sangue intero o plasma , o piastrine, o leucociti, previo il consenso informato e la verifica della idoneità fisica del donatore.” ( 21 ) P. Borsellino, Bioetica: tra autonomia e diritto, cit. p.82.

Anteprima della Tesi di Sara Falchetti

Anteprima della tesi: Il consenso informato nelle ASL della Toscana, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Sara Falchetti Contatta »

Composta da 179 pagine.

 

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