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Organizzazione della giustizia e indipendenza del giudice

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10 condizionare la “vita interna” del corpo giudiziario 8 . A conferma di quanto precede, la stessa facoltà attribuita al Guardasigilli di trasferire il giudice, anche senza il suo consenso, “per l’unità del servizio” (art. 199, 2° comma dell’ordinamento giudiziario del 1865 9 ), nonché di esercitare “l’alta sorveglianza su tutte le Corti, i Tribunali e i Giudizi dello Stato”, potendo anche ammonirli e chiamarli «a sé» per rispondere sui fatti ad essi imputati (art. 216), fu sovente esercitata dai diversi governi per tenere sotto tutela i magistrati recalcitranti e per influenzare le Corti giudicanti. Frequente, almeno fino al 1890, fu altresì il ricorso da parte del Governo alla nomina politica e partigiana dei magistrati, che consentiva la selezione di persone compiacenti, certamente poco ostili all’indirizzo governativo. Non tralasciando poi di considerare il particolare ruolo del Magistrato del Pubblico Ministero,collocato, già prima dell’unità, sotto la direzione del Ministro della giustizia, come suo “rappresentante” presso l’autorità giudiziaria (art. 129 dell’ordinamento giudiziario del 1865),e del quale doveva osservare le istruzioni impartite 8 Relazione introduttiva al progetto presentato dall’ On. G. Patricolo (il potere giudiziario e la Suprema Corte Costituzionale) alla Commissione per la Costituzione, e discusso durante le sedute della Sec. Sott. Sez. del 5 e 6 dicembre 1946, in Materiali della Repubblica, Assemblea Costituente, vol. I, Tomo II, Reggio Emilia, 1991, p.245. 9 R.D. 6 dicembre, n. 2626. G. Neppi Modona, La magistratura e il fascismo, in Pol. del Dir. 1972, p. 568

Anteprima della Tesi di Luciano De Vita

Anteprima della tesi: Organizzazione della giustizia e indipendenza del giudice, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luciano De Vita Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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