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L'estinzione dell'impresa familiare

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10 legittima “l’eccesso legislativo” nell’ambito dei poteri di gestione, comprensivi dell’organizzazione iniziale, continuativa, ma soprattutto terminale, perché gestione significa anche possibilità di decidere la cessazione dell’impresa. Il titolo in base al quale si verifica questo fenomeno è costituito sia dalla prestazione di lavoro effettuata spontaneamente, senza vincolo, sia dal fatto che il lavoro è prestato da un soggetto legato da un particolare status familiare. Ciò legittima i poteri di gestione più ampi per i lavoratori familiari, senza creare dubbi di legittimità costituzionale dell’art.46 Cost. Se questa interpretazione risulta essere più incisiva e dannosa per l’imprenditore, il riformatore ammette anche il concretizzarsi del diritto costituzionale, ex art.41, per cui, anche se la maggioranza decide la cessazione dell’impresa familiare, l’imprenditore è libero di proseguirla da solo con i beni aziendali , liquidando i diritti dei familiari in denaro, nei modi previsti dalla norma. 14 Nonostante, quindi, un collegamento tra diritto dell’impresa e diritto di famiglia sia ravvisabile, il legislatore del ’75 si è spinto oltre: sia per aver configurato rapporti del genere come associativi e non 14 V.Panuccio, L’impresa familiare, cit., p. 64: “ L’impresa familiare avrà un’azienda costituita da chi avrà preso l’iniziativa di raggruppare e scegliere i partecipi o da altri soggetti e avrà un c.d. fondo patrimoniale costituito dagli utili, dagli acquisti e dagli incrementi dell’azienda. Mentre l’azienda familiare nel senso e nei limiti suddetti resta nella titolarità individuale dell’imprenditore, sul fondo patrimoniale familiare si appunteranno i diritti dei partecipi sull’impresa. Ciò spiega, da un lato, perché ove la maggioranza deliberasse la cessazione dell’impresa, l’imprenditore dovrebbe liquidare in denaro i diritti dei partecipi, attingendo dal fondo, e potrebbe proseguire con i beni aziendali la sua attività, dall’altro chiarisce che su detto fondo non vi è un regime di comunione. Già intanto perché la partecipazione non è in parti uguali, ma in relazione alla quantità e qualità del lavoro prestato, e perché tale fondo è intangibile, senza una decisione a maggioranza, non già all’unanimità come nella comunione.”

Anteprima della Tesi di Eleonora Scarpelli

Anteprima della tesi: L'estinzione dell'impresa familiare, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Eleonora Scarpelli Contatta »

Composta da 243 pagine.

 

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