Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'estinzione dell'impresa familiare

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

12 Sulla base di queste considerazioni si può ritenere che l’art. 230bis configuri un istituto di confine tra diritto dell’impresa e diritto del lavoro, in cui predomina la componente familiare. Si evidenzia così la concreta necessità di individuare un criterio che risponda all’esigenza fondamentale di assicurare coerenza tra l’interesse individuale dei partecipanti e l’interesse collettivo del gruppo, in riferimento al nostro sistema giuridico incentrato sul principio di solidarietà. Acquista fondamento positivo un’altra opinione, quella di chi 18 ritiene che, nella comunità di lavoro che si realizza nell’impresa familiare, sia opportuno differenziare la tutela accordata alle diverse situazioni di cui sono titolari l’imprenditore e i familiari collaboratori, in ordine alla proprietà, alla libertà di iniziativa economica, al lavoro. Questa differenziazione costituisce riflesso di un principio generale della Costituzione economica, nella quale il lavoro assume, attraverso le norme tendenti ad assicurarne le condizioni e i risultati, significato di elevazione del singolo e di 18 M.Nuzzo, L’impresa familiare, op. cit., p.445: “ La diversa intensità della garanzia costituzionale non si risolve soltanto in una graduazione del potere di intervento del legislatore ordinario rispetto alle situazioni considerate; essa fornisce anche il criterio per la soluzione dei possibili conflitti tra l’una e l’altra di queste situazioni soggettive o tra una di esse e altri valori costituzionalmente protetti; la tutela di ciascuno degli interessi in gioco sarà, infatti, variamente graduata in rapporto al diverso tipo di tutela accordata alle situazioni soggettive considerate.”. In giurisprudenza, Cass. civ. sez.lav., 6 marzo 1999, n. 1917, in Giust.civ Mass., 1999, 509: “Nell’impresa familiare di cui all’art 230bis cc. i diritti dei collaboratori non toccano la titolarità dell’azienda e rilevano solo sul piano obbligatorio senza comportare alcuna modifica nella struttura dell’impresa facente capo al titolare della stessa, che solo ha la qualifica di imprenditore ed al quale spettano i poetri di gestione e di organizzazione del lavoro implicanti la subordinazione dei familiari che lo coadiuvano. Consegue, da una parte, che in sede di ripartizione degli utili in favore dei familiari compartecipanti non deve tenersi conto degli incrementi del capitale né delle spese del relativo ammortamento; d’altra parte, che nella quantificazione dell’apporto lavorativo il giudice del merito ben può differenziare quello dell’imprenditore, ove più gravoso per le maggiori responsabilità assunte, da quello del familiare che ha prestato la sua attività in posizione di subordianzione”.

Anteprima della Tesi di Eleonora Scarpelli

Anteprima della tesi: L'estinzione dell'impresa familiare, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Eleonora Scarpelli Contatta »

Composta da 243 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5687 click dal 10/11/2004.

 

Consultata integralmente 10 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.