Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'estinzione dell'impresa familiare

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

15 ritengono possibile adattare all’istituto dell’impresa familiare regole e schemi propri di questa disciplina. Proprio la tutela al lavoro del collaboratore familiare è fondamentale nell’art. 230bis, tanto che il legislatore, per non lasciarla senza garanzia, ripete volutamente la formula dell’art. 36 Cost. “in proporzione della quantità e qualità di lavoro prestato”, per significare che anche dove manca il titolo formale che legittima il rapporto di lavoro, il lavoratore non resta comunque indifeso 27 . La riforma del diritto di famiglia esalta la figura della famiglia stessa come una “società” portatrice di interessi superiori a quelli dei singoli membri. Questo si ravvisa già nella Costituzione stessa che all’art. 29 “riconosce i diritti della famiglia come società naturale” e quindi come nucleo ed aggregato originario che preesiste allo Stato e che lo Stato non può disconoscere. 28 Ancora si ritrova, nella ratio della riforma, l’attuazione degli artt. 2 e 3 Cost., attraverso la valorizzazione del rapporto familiare, così da nell’impresa familiare, e aggiungendo (anzi menzionando per primo) il diritto al mantenimento per i familiari ex art. 230biscc.” M.Ghidini, L’impresa familiare, Padova,Cedam, 1977, p. 18; V.Colussi, Impresa familiare,lavoro familiare e capacità di lavoro, in Giur. Comm., 1977, p.702. In senso contrario a tale interpretazione A.Checchini, ibidem. 27 M.C.Andrini, Brevi note sulla soggettività giuridica dell’impresa familiare, op. cit., p.144.V. Panuccio, l’impresa familiare, Milano, Giuffrè, 1976, p. 6. In giurisprudenza, Cass. 9 giugno 1983, n.3948, cit., p.2625: “ L’art. 230 bis appresta una tutela minima ed inderogabile a quei rapporti di comune lavoro che si svolgono negli aggregati familiari, ricondotti in passato ad una causa affectionis vel benevolentiae, o ad un contratto innominato di lavoro gratuito: lo stesso, pertanto, non è invocabile quando i rapporti, intervenuti tra i componenti della famiglia, ed estrinsecantesi in un’attività economica produttiva, svolta con la partecipazione di tutti, trovino il loro fondamento in un diverso rapporto negoziale. 28 L.Carraro, Il nuovo diritto di famiglia, cit., p. 93: “ Sempre in sede di considerazioni generali, si osserva che la riforma denota il proposito, da un lato, di dare applicazione alle norme degli artt. 29 e 30 Cost., dall’altro, nei limiti, e forse anche oltre i limiti del testo costituzionale, di tenere conto di alcuni aspetti, talora magari marginali, del modo di essere e di svolgersi della vita familiare odierna, provvedendo a dare ad essi una regola che si presenta in qualche caso permissiva, in qualche altro correttiva”.

Anteprima della Tesi di Eleonora Scarpelli

Anteprima della tesi: L'estinzione dell'impresa familiare, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Eleonora Scarpelli Contatta »

Composta da 243 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5687 click dal 10/11/2004.

 

Consultata integralmente 10 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.