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Il contributo dei distretti industriali nello sviluppo economico italiano. Il caso del distretto tessile di Prato

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9 prima dell’analisi di Marshall, sembravano esclusiva prerogativa delle grandi imprese. Concludendo, l’analisi del contributo marshalliano può riassumersi in una prima approssimazione delle caratteristiche-base, osservate nei distretti del Lancashire e di Sheffield ma che di fatto devono essere attribuite alle altre aree produttive affinché possano definirsi distretti industriali. Tali principali caratteristiche sono: 1) modesta dimensione unitaria delle imprese che lo compongono: ognuna di esse svolge una o poche fasi del processo produttivo; ogni unità produttiva presenta dunque un elevato grado di specializzazione; 2) la grande numerosità delle imprese. Le grandi dimensioni “complessive” fanno sì che il distretto benefici, sotto forma di economie esterne, dei vantaggi della specializzazione e della produzione su larga scala; le economie di scala sono infatti operanti a livello di sistema; 3) il raggruppamento delle imprese in uno stesso ambito geografico; il distretto gode di economie di agglomerazione, vale a dire economie sui costi di produzione e di transazione dovute all’inserimento delle unità produttive “nell’ispessimento localizzato” 7 delle interdipendenze. Tali caratteristiche, saranno analizzate approfonditamente più avanti attraverso l’ausilio di diversi contributi. 1.2.2 L’”atmosfera industriale” nel modello di Marshall Nella letteratura economica, ed in particolare nel contributo di Alfred Marshall, si fanno convergere le specificità e peculiarità del distretto nella formula “atmosfera industriale”, intendendo con essa la sintesi sia di elementi tali da portare ad una elevata capacità produttiva (reti fiduciarie, reciproco adattamento delle competenze nei processi di aggiustamento, risorse produttive riorganizzabili), sia la capacità di riuscire a riprodurre queste competenze attraverso un giusto rapporto fra divisione del lavoro, apprendimento localizzato e capacità di adattamento ai bisogni e ai mercati. 7 Cfr: Mercato e forze locali: il distretto industriale; G.Becattini, Il Mulino 1987

Anteprima della Tesi di Antonio Trotta

Anteprima della tesi: Il contributo dei distretti industriali nello sviluppo economico italiano. Il caso del distretto tessile di Prato, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Antonio Trotta Contatta »

Composta da 213 pagine.

 

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