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L'impresa familiare

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6 globalità 8 . Per lavoro familiare s’intendeva il lavoro fondato sul solo interesse familiare considerato nel suo aspetto economico – privo pertanto di fondamento contrattuale e , quindi, della conflittualità tipica del rapporto di lavoro subordinato – prestato dal coniuge, dai parenti e affini entro il terzo grado, dai conviventi e viventi a carico. 8 BARASSI, Il diritto del lavoro, I, Milano 1957. 450 ss.; LEGA, Questioni in tema di lavoro familiare, in Diritto del lavoro 1957, II, 218 ss.; GHEZZI, La prestazione di lavoro nella comunità familiare cit., 119; LUCIANI, Il lavoro familiare, in Riv. dir. lav. 1962, I, 109 ss.; CORRADO, Trattato di diritto del lavoro, Torino 1966, II, 58 ss.; SANTORO – PASSARELLI, Nozioni di diritto del lavoro, Napoli 1972, 96; SCOGNAMIGLIO, Diritto del lavoro, Bari 1972, 198; MAZZOCCA, Prestazioni lavorative “affectionis vel benevolentiae gratia” tra persone conviventi “more uxorio”,in Giust. civ. 1977, 1191 ss. La giurisprudenza, anche dopo la riforma, ritiene operante la presunzione di gratuità delle prestazioni lavorative rese, prima della riforma, tra persone conviventi legate da vincoli di coniugio, di parentela o di affinità o, anche dopo la riforma, tra persone conviventi, legate da un legame di affettuosa ospitalità, o da un legame more uxorio, o conviventi in comunità religiose, presunzione vincibile solo con la prova rigorosa a carico di chi l’assume dell’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato ed oneroso. Cfr., Cass. 18 maggio 1971 n. 1475, in Giust. civ. mass. 1971, fasc. 5, 111; Giur. it. 1972, I,1,1116; Cass. 29 aprile 1974 n. 1452, in Giust. civ. mass. 1974, fasc. 4, 67; Riv. giur. lav. 1974, II, 57; Cass. 17 aprile 1975 n. 1452, in Giust. civ. mass. 1975, fasc. 5, 98; Arch. civ. 1975,1107; Cass. 18 ottobre 1975 n. 3585, in Giust. civ. mass. 1975, fasc. 10, 76; Nuovo dir. agr. 1977, 345; Cass. 24 marzo 1977 n. 1161, in Giust. civ. mass. 1977, fasc. 3, 89; Giust. civ. 1977, I, 1190; Cass. 16 giugno 1978 n. 3012, in Giust. civ. mass. 1978, fasc. 6, 543; Foro pad. 1979, I, 103; Cass. 3 ottobre 1979 n. 5049, in Giust. civ. mass. 1979, fasc. 10, 212; Cass. 11 aprile 1979 n. 2124, in Giust. civ. mass. 1979, fasc. 4, 115; Cass. 17 luglio 1979 n. 4221, in Giust. civ. mass. 1979, fasc. 7, 87; Foro it. 1979, I, 2315; Riv. giur. lav. 1979, II, 884; Giust. civ. 1980, I, 671; Dir. fam. pers. 1980, 70; Cass. 19 marzo 1980 n. 1810, in Giust. civ. mass. 1980, fasc. 3, 65; Cass. 8 gennaio 1983 n. 141, in Giust. civ. mass. 1983, fasc. 1, 76; Giust. civ. 1983, I, 2673; Cass. 13 dicembre 1986 n. 7486, in Giust. civ. mass. 1986, fasc. 12, 546; Cass. 17 febbraio 1987 n. 2867, in Giust. civ. mass. 1987, fasc. 2, 70; Cass. 10 agosto 1987 n. 6867, in Giust. civ. mass. 1987, fasc. 8, 345; Cass. 17 febbraio 1988 n. 1701 cit. Contra, Cass. 1 marzo 1988 n. 2138, in Giust. civ. mass. 1988, fasc. 3, 215. Nell’ipotesi, invece, di lavoro prestato tra familiari non conviventi sotto lo stesso tetto, ma appartenenti a nuclei familiari distinti, la presunzione di gratuità cede il passo alla normale presunzione di onerosità del rapporto di lavoro: cfr. Cass. 13 ottobre 1980 n. 54, in Giust.civ. mass. 1980, fasc. 10, 432. In particolare dall’esame delle numerose sentenze, si è individuato l’orientamento di fondo della giurisprudenza, coniando la seguente massima: “ il lavoro tra persone legate da stretti rapporti di parentela o di coniugio, conviventi, prestato nell’abitazione o nell’azienda del capo famiglia, si presume normalmente gratuito; tale presunzione è iuris tantum e l’accertamento giudiziale del rapporto subordinato deve essere eseguito caso per caso e sorretto da adeguata e corretta motivazione”.
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L'impresa familiare

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Informazioni tesi

  Autore: Raffaele Crescente
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Vito Rizzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

FAQ

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