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L'impresa familiare

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9 La riforma del diritto di famiglia, nell’evidente intento di adeguare la disciplina della comunione tacita familiare alla nuova figura dell’impresa familiare, ha abrogato l’art. 2140 c. c., stabilendo all’art. 230-bis, ultimo comma, che “ le comunione tacite familiari nell’esercizio dell’agricoltura 11 sono regolate dagli usi che non contrastino con le precedenti disposizioni”. Sicché in sostanza l’istituto, di origini antiche 12 , è stato confermato sia nel suo riferimento al settore dell’agricoltura, sia nel rinvio alla disciplina consuetudinaria; la novità è rappresentata dall’introduzione di un preciso limite a quest’ultima, identificato nella disciplina dell’impresa familiare, non essendo ammissibili usi con essa contrastanti. In sostanza quindi – salva l’applicabilità, con genere di formalità; nel diritto di ognuno dei partecipanti di trarre dall’attività economica esplicata in comune il necessario per il proprio sostentamento; nell’assistenza prestata dal gruppo a quelli dei suoi componenti che temporaneamente o definitivamente non siano in grado di esplicare attività lavorativa; infine nella parità di trattamento dei vari partecipanti, esplicatesi concretamente, appunto, nella comunione di tetto e di mensa, che fa si che il regime di vita dei vari membri sia sostanzialmente uguale. Cass. 14 gennaio 1980, n. 337, in Giur.it., 1981, I, 1, 405, con nota di TANZI, e in Gius. civ., 1980, I, 885. Sui requisiti della comunione tacita familiare vi è concordanza di opinioni: Cass. 11 maggio 1987, n. 4324, in Foro it. , 1987, I, 2376; Cass. 10 febbraio 1981, n. 835, in Mass. Giur. it. , 1981; Trib. Parma 4 febbraio 1981, in Giur. it., 1981, I, 2, 497; Cass. 3 dicembre 1974, n. 3960, in Rep. giur. it. , voce Comunione familiare, 1974; Cass. 22 luglio 1969, n. 2750, in Giur. agr. It.,1970, II, 612, con nota di MORSILLO. Si veda la relazione contenuta da MAROI il 1 maggio 1924, riportata negli Scritti Giuridici del 1956, 3 ss., ove l’autore individua i punti fondamentali di cui il legislatore avrebbe dovuto tener conto nella regolamentazione dell’istituto con specifico riferimento ai requisiti della comunione tacita familiare sulla scorta del codice attuale, v. GHEZZI, La prestazione di lavoro nella comunità familiare cit., 76; FLORIO, Famiglia e impresa familiare, Bologna 1977, 72; SANTOSUOSSO, Delle persone e della famiglia. Il regime patrimoniale della famiglia , in Commentario del codice civile redatto a cura di magistrati e docenti, Torino, 1983,68; VIGNOLI, voce comunione tacita familiare cit., 94; CASCIOLI, Il lavoro dell’impresa familiare , in Lavoro ’80, 1986, 1008-1009; TANZI, voce Impresa familiare: I) Diritto commerciale in Enc. Giur. Treccani, XVI, 1989, 7 ss.; DI FRANCIA, Il rapporto di impresa familiare cit, 67. 11 FRANCESCHELLI, Lavoro e comunione tacita familiare, in Dir. lav. 1989, I, 232; VIGNOLI, Comunione tacita familiare cit. 111; FRANCESCHELLI, Comunione tacita familiare, in Digesto civ. vol. III, Utet, Torino, 1988, 185; GRAZIANI, Comunione tacita familiare, in Novissimo Dig. , Appendice II, Torino, 1980,191. 12 FLORE, Comunione tacita familiare, in Enc. Dir., VIII, Milano, 1961, 283.
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L'impresa familiare

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Informazioni tesi

  Autore: Raffaele Crescente
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Vito Rizzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

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