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Politica estera e comunicazione: La prima guerra del golfo secondo ''La Repubblica'' e ''L'Unità''

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14 de La Repubblica ribadiva come Bush si fosse convinto che l’opzione militare fosse prematura e sconveniente e quindi avrebbe optato per un intervento volto esclusivamente a difesa dell’Arabia Saudita ed a sostegno dell’opposizione irachena. Nel concreto il piano di Bush avrebbe previsto l’embargo economico totale, come in effetti era avvenuto in data 6 agosto tramite la risoluzione ONU 661, l’invio di Caccia bombardieri, navi e truppe in Arabia Saudita ed un forte appoggio ad opposizione irachena, dissidenti e minoranze curde. Riguardo a quest’ultimo tema anche Ginzberg rivela la volontà della Casa Bianca di rovesciare il dittatore iracheno. Tuttavia la sua analisi diverge sui mezzi, in quanto egli non esclude la possibilità che Saddam sia eliminato attraverso un golpe targato CIA o addirittura con un intervento militare mirato. Al di là delle diverse previsioni occorre notare come nei pensieri del Presidente inizia ad emergere quel grande dubbio legato al destino di Saddam. Fino agli ultimissimi giorni del conflitto l’intera comunità internazionale dibatterà sulla necessità o meno di deporre il Rais, un dubbio che lo stesso Bush si porterà dietro fino a marzo. In realtà riferendoci alle edizioni del 7 agosto notiamo come per la prima volta i giornali presentano un’impostazione della prima pagina abbastanza differente. Mentre come abbiamo visto La Repubblica ribadisce l’intenzione americana di intervenire con quelle particolari misure riportate da Ennio Caretto, L’Unità opta per due aspetti collaterali all’invasione del Kuwait di grande rilevanza. In primo luogo l’apertura è dedicata al crollo delle borse, “La guerra del Golfo sta travolgendo le borse 15 ”, sottolineando come gli eventi drammatici di quei giorni abbiano determinato il tracollo dei mercati finanziari di mezzo mondo. Inoltre al cospetto di una situazione economica preoccupante si aggiungeva la decisione di Saddam di chiudere l’oleodotto che trasportava il greggio in Turchia, attraverso il quale veniva poi successivamente servito il mercato europeo. Una miscela di eventi che sottolinea il giornale avrebbe avuto conseguenze gravissime sulle tasche degli italiani, con un aumento della bolletta petrolifera stimato in 800 miliardi di lire. Ecco dunque emergere un altro aspetto negativo della crisi che andava ad influire direttamente sulle famiglie italiane. Inoltre a centro pagina L’Unità si poneva una domanda inquietante: che ne sarà degli occidentali bloccati in Iraq e Kuwait? Le prime indicazioni giustificavano le preoccupazioni in quanto il giornale riporta di occidentali arrestati e deportati dal Kuwait a Bagdad. Il sospetto, che molto presto si rivelerà realtà, è che Saddam li voglia utilizzare come ostaggi. A quattro giorni dall’inizio della crisi occorre notare come i due giornali abbiano già sollevato un numero significativo d’interrogativi. In primo luogo ci s’interroga su come intervenire. Tra le opzioni oltre all’uso della forza hanno preso quota l’embargo economico, varato dall’ONU, il sostegno all’opposizione interna a Saddam e l’invio di truppe nei paesi 15 “L’Unità”, 7 agosto 1990, pag. 1.
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Politica estera e comunicazione: La prima guerra del golfo secondo ''La Repubblica'' e ''L'Unità''

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Informazioni tesi

  Autore: Pietro Zaccarella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Gian Giacomo Migone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 244

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