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Politica estera e comunicazione: La prima guerra del golfo secondo ''La Repubblica'' e ''L'Unità''

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15 confinanti ed in particolare in Arabia Saudita. Inoltre qualunque sia la strategia adottata ci si è interrogati sulle finalità da perseguire, che come hanno fatto notare i due corrispondenti dagli Stati Uniti sembrano volte alla destituzione del Rais e non soltanto alla liberazione del Kuwait. Si è poi affrontato il tema delle relazioni internazionali nel loro complesso nell’epoca post guerra fredda, focalizzando l’attenzione sul nuovo ruolo delle due superpotenze e sull’assenza dell’Europa. L’Unità riflettendo sul ruolo decadente dell’URSS e sulla mancanza di un’unica voce europea ha sottolineato con preoccupazione i rischi di un unilateralismo americano. In questo senso si è notato come gli enormi vuoti di potere creatosi abbiano aperto la strada a dittatori spregiudicati come in questo caso Saddam Hussein. L’immagine che è subito emersa del dittatore iracheno è stata quello di un uomo disposto a sfidare apertamente l’Occidente con appositi bluff e pronto a giocarsi la carta degli ostaggi e del petrolio. Si tratta insomma di una situazione complicata che abbraccia delicate questioni politiche, militari, giuridiche, economiche ed umanitarie. Una situazione complessa per la quale Bernardo Valli 16 prova a dare una prima risposta in un editoriale del 7 agosto. Valli come di consueto prende apertamente posizione, ritenendo necessario intervenire. L’attuale situazione è ritenuta come inaccettabile in quanto caratterizzata da una profonda incertezza politica ed economica e sarebbe il preludio ad un mondo fondato su pesanti violazioni del diritto internazionali. La risposta, necessaria, può, secondo Valli, concretizzarsi secondo due direzioni. La prima , quella delle sanzioni economiche, non solo è ritenuta difficile da applicare, ma potrà sortire effetti solo a lunga scadenza. La seconda, l’azione militare, è per Valli l’unica realmente efficace, ma può avvenire solo tenendo in conto del poderoso esercito iracheno. L’uso della forza è quindi legittimo ma rischioso, mentre le sanzioni economiche difficilmente potranno ottenere il risultato sperato. La conclusione è che la comunità internazionale, ed in particolare gli Stati Uniti si trovano di fronte ad un dilemma di difficile soluzione. In questo clima di grande incertezza, l’invio di truppe americane in Arabia Saudita avrà il merito di scongiurare l’attacco iracheno al paese saudita e di conseguenza evitare una guerra imminente. Tuttavia la militarizzazione del Golfo non risolverà alcuna delle questioni fondamentali per le quali si darà vita ad un’intensa trattativa diplomatica. 16 “Il dilemma del deserto”. “La Repubblica, 7 agosto 1990, pag. 1.

Anteprima della Tesi di Pietro Zaccarella

Anteprima della tesi: Politica estera e comunicazione: La prima guerra del golfo secondo ''La Repubblica'' e ''L'Unità'', Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Pietro Zaccarella Contatta »

Composta da 244 pagine.

 

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