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Il principio di sussidiarietà nel sistema delle autonomie locali

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17 espressa va infatti ritrovato nel contesto comunitario 11 . Non per questo bisogna credere che il principio abbia ricevuto immediato ed espresso riconoscimento nella Comunità Europea. La prima apparizione del principio di sussidiarietà si ha infatti con il suo inserimento, in forma implicita ed indiretta, nell’art. 130 R4 nell’Atto Unico Europeo, disciplinante i rapporti fra Stati membri in materia ambientale. Tale articolo disponeva che la Comunità potesse agire in materia ambientale ove gli obiettivi della stessa venissero “meglio realizzati a livello comunitario piuttosto che a livello dei singoli Stati membri”. E’ tuttavia evidente lo spirito di subsidiatio che alimenta questa norma, la quale verrà abrogata con l’approvazione del Trattato di Maastricht con cui si eleverà il principio di sussidiarietà a criterio ordinatorio dell’Unione Europea ( secondo quanto disposto dall’art. 3B del Trattato medesimo 12 ratificato in Italia con la legge 3 novembre 1992, n. 454). In prima istanza è quindi corretto affermare che l’evoluzione e l’estensione del principio di sussidiarietà nel nostro ordinamento ha origini comunitarie. Considerando l’art. 3B del Trattato, risalta però una evidente differenza concettuale ed operativa tra quest’ultimo e la definizione di sussidiarietà sinora offerta. 11 In diversi altri pesi europei, il principio di sussidiarietà era già noto e inserito nelle Carte Costituzionali, anche se non in forma espressa. Ad esempio la Costituzione svizzera prevede un meccanismo di avocazione simile nei rapporti fra Confederazione elvetica e cantoni. Del tutto particolare è, invece, l’istituto della freguesia, presente nel sistema amministrativo portoghese. Attraverso esso, l’esercizio di determinate funzioni è delegata ad un’Assemblea popolare cui partecipano con diritto di voto tutti gli abitanti del centro rurale. Il tema della sussidiarietà fu al centro di un notevole dibattito in Germania tra gli anni ’50 e ’60. In estrema sintesi si può dire che i principali costituzionalisti tedeschi miravano a verificare la presenza (o meno) del principio di sussidiarietà nella Grundgesetz del 1949. Secondo larga parte di essi, il principio in esame troverebbe implicito accoglimento nei meccanismi previsti dall’art. 83, nel quale sono contemplate tre ipotesi in cui la Federazione (Bund) può richiamare a sé funzioni altrimenti delegate ai Land. Cfr. Per un’introduzione sull’argomento G. Durig, Verfassung und Verwaltung im Wohlfahrstsstaat, Juristenzeitung, 1953. 12 In realtà vi è stato chi non ha mancato di rilevare come, tra le previsioni dell’art. 130 R4 dell’Atto Unico e il successivo art. 3B (che ne dovrebbe rappresentare la continuazione e l’ampliamento) sussista una notevole differenza. L’art. 130 R4 prevedeva infatti un conferimento tanto in positivo quanto in negativo delle funzioni in materia ambientale alla Comunità; il successivo art. 3B, laddove prevede che “… la Commissione interviene soltanto se e nella misura in cui…” sembrerebbe fissare un criterio limitatore dell’intervento della Comunità rispetto alle competenze degli Stati membri. Cfr. in merito, P. Mengozzi, Il diritto comunitario e dell’Unione Europea, Cedam, 1997, pag. 80
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Il principio di sussidiarietà nel sistema delle autonomie locali

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Informazioni tesi

  Autore: Galeazzo Bignami
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giuseppe Caia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 322

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