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Tecniche di compressione di immagini di contorni nel dominio wavelet

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© Pietro Gallina - 18 - figura 4 - codifica lossy con un metodo bitmap-based (a sinistra) ed uno contour-based 2.1 Chain code I chain code ([1], [2], [3]) sono dei metodi contour-based, che vennero originariamente proposti nel 1961 da Freeman ([4]). L’idea fondamentale è quella di inseguire il contorno di un oggetto e di codificare progressivamente la direzione da seguire. Ad ogni spezzone di contorno disgiunto dagli altri vengono associate le coordinate del punto iniziale, per localizzare nello spazio il tratto codificato. Le direzioni ammesse sono solitamente limitate, in modo da incrementare l’efficienza di codifica. In figura 5 vengono mostrate alcune delle convenzioni adottate più frequentemente: 1. nel caso della 4-connectivity si può procedere solo orizzontalmente oppure verticalmente 2. nel caso della 8-connectivity è consentito procedere sia in obliquo, che in orizzontale ed in verticale 3. nel caso della 6-connectivity gli spostamenti sono definiti fra i bordi dei pixel e non fra i baricentri degli stessi (come avviene invece nei 2 casi precedenti). Quest’ultima è una rappresentazione più naturale, ma è più complessa da realizzare rispetto agli altri approcci.

Anteprima della Tesi di Pietro Gallina

Anteprima della tesi: Tecniche di compressione di immagini di contorni nel dominio wavelet, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Pietro Gallina Contatta »

Composta da 119 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.