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La tutela giurisdizionale dei diritti fondamentali dell'uomo nell'Unione Europea

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8 comunitario negli ordinamenti interni degli Stati membri 21 , quindi assicurare l’uniforme interpretazione del diritto comunitario nell’insieme degli Stati membri, ponendo il principio della primautè del diritto comunitario sulle norme nazionali incompatibili 22 . Sottolinea così l’irrilevanza sul piano comunitario dei diritti fondamentali garantiti nelle Costituzioni degli Stati membri 23 . Illustrare le motivazioni di una così “brutale” risposta, un vero e proprio diniego di giustizia, è relativamente semplice: in quegli anni la Corte di giustizia era attenta a difendere rigorosamente la libertà d’azione dei neonati organi europei, sottomettere questi ultimi al rispetto delle garanzie costituzionali dei sei Stati membri sembrava lesivo dei principi di autonomia e preminenza del diritto comunitario, che si sforzava di affermare. 21 Sentenza del febbraio 1963, causa 26/62, Van Gend en Loos/Administratie der Belastingen, in Racc. 1963, pp. 3 s..Mentre di solito le norme di diritto internazionale sono applicabili dal giudice nazionale solo in seguito alla cosiddetta “trasformazione” di tali norme in diritto interno, per quanto riguarda le norme comunitarie, il giudice nazionale è tenuto ad applicarle “in quanto tali”. Dopo aver affermato l’originalità dell’ordinamento giuridico comunitario, la Corte sviluppa il tema della diretta applicabilità delle norme del Trattato e del ruolo dei cittadini a tutela dei loro diritti, così conferiti, in aggiunta agli strumenti di tutela che il trattato riconosce alla Commissione e agli Stati membri. La sentenza si segnala anche per l’esplicitazione della tesi, poi sempre confermata, della giurisdizione della Corte di Giustizia per affermare il carattere direttamente efficace degli atti comunitari. 22 Sentenza 15 luglio 1964, causa 6/64, Costa/Enel, in Racc. 1964, p. 1160. In seguito alla legge italiana di nazionalizzazione dell’energia elettrica (legge n. 1643/1962), il signor Costa, azionista di una società nazionalizzata, nel corso di un giudizio davanti al giudice chiedeva di applicare la procedura di cui all’art. 177 del trattato (procedura di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia), in quanto a suo parere la legge di nazionalizzazione era, tra l’altro, contraria a vari articoli del Trattato. Il Governo italiano sosteneva l’inammissibilità della domanda di pronunzia pregiudiziale, assumendo che il giudice nazionale, tenuto ad applicare la legge interna, non aveva motivo di valersi dell’art. 177. La Corte afferma invece: “ Il diritto nato dal Trattato non può trovare un limite in qualunque norma interna, quale che ne possa essere il rango, senza che ne risulti scosso il fondamento giuridico della stessa Comunità. 23 Due imprese tedesche del settore carbosiderurgico (Sentenza 4 febbraio 1959, causa 1/58, Stork, Racc. p. 43; sentenza 15 febbraio 1960, cause riunite 36-38/59, Uffici di vendita del carbone della Ruhr, Racc. p. 827), e alcuni agricoltori italiani (Sentenza 1 aprile 1965, causa 40/65, Sgarlata, Racc., p. 279) avevano invocato le norme rispettivamente del Grundgesetz e della Costituzione italiana che garantiscono la libera scelta della professione e il diritto di proprietà, contro varie misure della CECA e della CEE.

Anteprima della Tesi di Giusi Brandano

Anteprima della tesi: La tutela giurisdizionale dei diritti fondamentali dell'uomo nell'Unione Europea, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giusi Brandano Contatta »

Composta da 228 pagine.

 

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