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Il mandato di arresto europeo

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18 Ai sensi dell’(allora) art. K.1 (ora 29 TUE), sono considerate questioni di interesse comune, anzitutto le materie che attengono all’ingresso e alla circolazione dei cittadini degli Stati terzi nel territorio dell’Unione, quali la politica di asilo, la disciplina relativa all’attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri, la politica di immigrazione e di soggiorno di tali persone. Nell’elenco seguono i temi della lotta contro la tossicodipendenza e contro la frode su scala internazionale. Dal punto 6 dell’articolo considerando sono, infine, indicati i campi della cooperazione giudiziaria, sia civile che penale, doganale e fra le autorità giudiziarie. Il Trattato di Maastricht prevede che talune azioni pertinenti solo ai primi sei settori, possano man mano essere trasferite alla competenza comunitaria, a seguito di una deliberazione unanime del Consiglio. Gli ultimi tre settori, invece, restano riservati all’esclusiva competenza degli Stati membri, sia nel senso che ad essi non si potrà applicare il c.d. meccanismo della “passerella” 11 , sia nel senso che, a differenza dei primi sei settori, la Commissione non può presentare proposte al Consiglio per l’adozione delle misure previste dall’(allora) art. K.3. I tre pilastri, ovvero gli ambiti di azione, cui si è accennato sopra, individuano invero competenze e poteri degli Stati membri e raccordano il settore della cooperazione attuata nelle Comunità europee con le politiche di cooperazione instaurate dal Trattato di Maastricht. Se, da un lato, si può affermare che il metodo più squisitamente intergovernativo è scivolato verso procedure che vedono un più o meno intenso coinvolgimento di 11 Ex art. K.9 TUE.

Anteprima della Tesi di Fabiana Malorgio

Anteprima della tesi: Il mandato di arresto europeo, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Fabiana Malorgio Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.