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Arbitrato e funzione giurisdizionale

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La preoccupazione di deflazionare la mole di lavoro delle pubbliche magistrature, non ha evidentemente consentito di domandarsi quanto fosse opportuno affidare ad un comune cittadino, pure dotato di certi ancorché minimi requisiti e nominato attraverso un procedimento in cui il ruolo del Consiglio superiore della magistratura si riduce spesso ad una funzione notarile (v. art. 4, 1° comma, l. n. 374/1991), la responsabilità di decidere su controversie non proprio bagatellari. Si è trascurato inoltre, secondo gli accusatori del giudice di pace, che un giudice deve innanzitutto essere e anche apparire indipendente ed imparziale, disinteressato ad ogni tipo di rapporto con le parti: la temporaneità della carica ed in genere il regime delle incompatibilità previsto, non sembrano offrire a questo riguardo sufficienti garanzie. Eppure non si è che all’inizio. Considerando la più recente produzione legislativa, è difficile negare infatti che oggi sia in atto una radicata tendenza alla “privatizzazione” (almeno soggettiva) della giustizia civile (3) . La l. 22 luglio 1997, n. 276, recante “Disposizioni per la definizione del contenzioso civile pendente: nomina di giudici onorari aggregati e istituzione delle sezioni stralcio nei tribunali ordinari”, ha operato una scelta, successivamente confermata da ulteriori provvedimenti normativi, di cooptazione di soggetti esterni all’amministrazione giudiziaria, della quale si parlava più sopra. Dispone l’art. 1, 1° comma, che tutti i “procedimenti civili pendenti davanti al tribunale alla data del 30 aprile 1995, esclusi quelli già assunti in decisione”, saranno decisi da “giudici onorari aggregati nel numero di mille”, che sono individuati (2° comma) fra “gli avvocati, anche se a riposo e i magistrati a riposo; gli avvocati e i procuratori dello Stato a riposo; i professori ordinari e i ricercatori universitari confermati in materie giuridiche”. I procedimenti pendenti (art. 11) sono assegnati alle “sezioni stralcio” istituite presso ogni tribunale e formate “da un magistrato che la presiede e da almeno due giudici onorari aggregati”. Il decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, “Norme in materia di istituzione del giudice unico di primo grado”, nel sopprimere (art. 1) l’ufficio del pretore e ripartire quindi le competenze giudiziarie di primo grado fra il giudice di pace ed il tribunale, dispone addirittura (art. 8) che al “tribunale ordinario possono essere addetti giudici onorari”, a condizione che si tratti di cittadini italiani, senza precedenti penali, laureati in giurisprudenza e di età compresa fra i venticinque e sessantanove anni. Dapprima dunque, la magistratura onoraria, con la legge n. 276 del 1997, rimane confinata all’interno delle costituende sezioni stralcio, dove è appena il caso di notare che i giudici aggregati rappresentano la maggior parte dei magistrati ad esse addetti, quando forse 3 VACCÀ C., La giustizia non togata. Alle radici della composizione dei conflitti fra conciliazione, arbitrato e giurisdizioni speciali, Marinotti, 1998, pagg. 189 ss.
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Arbitrato e funzione giurisdizionale

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Informazioni tesi

  Autore: Massimiliano De Ciuceis
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giuseppe de Vergottini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 138

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