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Le elezioni europee in Italia (1994-1999)

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CAPITOLO 1: IL VOTO EUROPEO. STORIA, LEGGE ELETTORALE E CAMBIAMENTO POLITICO 20 Piano Fouchet aveva solo carattere strumentale: posto il veto all'adesione alla Comunità della Gran Bretagna, ottenuta la protezione del mercato agricolo attraverso l'avvio della politica agricola comunitaria – PAC – e con il tragico assassinio a Dallas del Presidente Kennedy, de Gaulleimpiegò breve tempo a far cadere del tutto il Piano Fouchet 13 . Se gli anni Sessanta furono segnati dalla paralisi comunitaria, passata alla storia come "la crisi della sedia vuota" 14 , paralisi che si risolverà con le dimissioni di De Gaulle nel 1969, il decennio non fu però avaro di lotte per la realizzazione di vere elezioni europee. Ancora una volta a prendere in mano l'iniziativa furono i federalisti italiani che intrapresero due azioni che ebbero una certa eco. La prima azione si avviò al tramonto del decennio ed era costituita dal tentativo di fare ciò che i governi non volevano o non riuscivano a fare, le elezioni appunto: per questo, nella seconda metà degli anni cinquanta, diedero vita al Congresso del Popolo Europeo 15 ; iniziativa interessante che però, nonostante un buon inizio, si concluse senza produrre risultati concreti. I federalisti organizzarono elezioni in otto città europee che videro l'elezione di 240 delegati che formarono il Congresso del Popolo europeo: l'iniziativa, per quanto nobile, fallì per problemi organizzativi, economici e perché ottenne un certo rilievo presso l'opinione pubblica solo in Italia setterntrionale dove si 13 I federalisti erano favorevoli al progetto di De Gaulle e contrari a quello Dehousse in quanto il Piano Fouchet rafforzava sì l'approccio confederale, ma, tramite questo, rafforzava anche l'integrazione. Con la nascita di un potere europeo, le elezioni sarebbero venute da sé, questo il pensiero dei federalisti come lo si evince chiaramente dal pensiero di Mario Albertini: "l'elezione non si sarebbe svolta sinché un potere europeo di fatto non avesse costretto i detentori del potere nazionale a farla" 13 Cfr., Luigi Vittorio Majocchi, Francesco Rossolillo, Il Parlamento europeo. Significato storico di un'elezione, cit., p. 82. 14 In seguito alle proposte del Presidente della Commissione, Walter Hallstein, giudicate troppo integrazioniste, De Gaulle paralizzò la vita comunitaria facendo venir meno la partecipazione dei rappresentanti francesi a tutti gli appuntamenti comunitari: essendo necessaria l'unanimità, le Comunità si trovavano nell'impossibilità, di fatto, di agire. 15 Il Congresso del Popolo Europeo è frutto, secondo la storiografia prevalente, del disorientamento che colse i movimenti federalisti all’indomani della bruciante sconfitta subita dalla mancata ratifica CED. Sul Congresso del Popolo europeo, vedi, Edmondo Paolini, Appunti per una biografia, cit., oppure Daniele Pasquinucci, Europeismo e democrazia. Altiero Spinelli e la sinistra europea 1950-1986, Bologna, Il Mulino, 2000, oppure Sergio Pistone, Il MFE e i Trattati di Roma, sta in, AA.VV., Il rilancio dell’Europa e i Trattati di Roma, Milano, Giuffrè, 1989.
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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Piermattei
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Studi europei
  Relatore: Daniele Pasquinucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 284

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