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Identità e narrazione nell'anziano

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5 insegnare il proprio sapere e trasformato così da soggetto “sociale” ad “oggetto” di preoccupazione sociale. Nella realizzazione della tesi, la mia attenzione, si è rivolta proprio agli anziani “inattivi”, cioè a quelli che, a causa di condizioni di salute o di solitudine, sono “approdati” in istituzioni di cura, con il duplice obiettivo di cercare, da un lato, di riconsegnare all’anziano una funzione attiva e d’eccellenza all’interno della società e, dall’altro, di favorire la presa in carico della persona da parte dell’istituzione, promuovendo negli operatori la conoscenza del vissuto e dell’identità di chi viene assistito. La conoscenza “profonda” dell’altro può infatti favorire la realizzazione di attività ovvero di microprogetti educativi/animativi che si strutturino su potenzialità, predisposizioni e competenze che l’anziano già possiede, promossi e curati del personale addetto all’assistenza di base (ASA) nelle Residenze Sanitarie per Anziani (R.S.A.). Ritengo che, proprio nelle case di riposo, il rischio maggiore dovuto ai serrati tempi lavorativi e alle caratteristiche proprie delle professioni d’aiuto, sia quello della depersonalizzazione degli accuditi. Depersonalizzazione che porta gli operatori a non considerare l’altro come detentore di emozioni, di desideri e soprattutto di una identità propria, ma a vederlo solo come “oggetto” del lavoro. La tecnica da me utilizzata è stata quella del racconto autobiografico, applicata agli anziani in qualità di narratori e a me stessa come ascoltatrice e “trascrittrice”. Il metodo autobiografico è studiato ed in uso da diversi anni, principalmente con i bambini e con valenza pedagogica. Duccio Demetrio è stato fra i primi promotori dell’applicazione di questa metodologia anche in età avanzata, sostenendo la funzione formativa che l’autobiografia è in grado di sviluppare anche in questa fase della vita. Nell’ambito delle istituzioni d’assistenza il metodo autobiografico può però essere applicato, senza attribuirgli primariamente l’obiettivo formativo, come valido strumento per “riaccendere” negli anziani la capacità e la possibilità di essere soggetti dell’attenzione altrui e per interrompere il processo di

Anteprima della Tesi di Anna Zanetti

Anteprima della tesi: Identità e narrazione nell'anziano, Pagina 2

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Anna Zanetti Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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