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Il problema della partecipazione dei cattolici alla vita politica. Dal "non expedit" fino alla nascita del Partito Popolare.

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11 posero in essere” 15 , perciò, è opportuno che sia il popolo a capire i danni che derivano dalla mancata partecipazione alla vita politica e faccia pressioni affinché lo Stato si apra al volere del Papa, invece che sia il Papa ad annullare il “non expedit”. Questa concezione innovativa, nonostante fosse criticata da tutti coloro che predicavano l’assoluta astensione politica, diventò il caposaldo di tutto il movimento cattolico. Ma, ci possiamo chiedere, perché papa Pio IX ordinò proprio l’astensione dalla vita politica dei cattolici? Forse perché il voto, in uno Stato moderno, rappresenta la legittimità data dal cittadino allo Stato stesso, perciò, secondo quest’ottica, i cattolici non dovevano votare, perché non dovevano riconoscere lo Stato italiano che li aveva umiliati, eliminando il potere temporale al Papa, sopprimendo tutte le associazioni cattoliche e laicizzando le scuole. In questo clima di riconquista del potere, quasi di missione contro lo Stato nemico, (come già è emerso dal Sillabo, nel 1848), creato da Pio IX e portato avanti dall’organizzazione cattolica, “l’astensione dalle urne politiche servirà eccellentemente a quelli scopi:mantenendo i cattolici al di fuori delle competizioni, delle passioni e delle rivalità collegate alle lotte elettorali, li temprerà a una coscienza di autonomia ideologica e programmatica che non 15 Cfr.: G. De Rosa, op. cit.,pag. 300; articolo di F. Meda, Le elezioni politiche in Italia:la nostra astensione, in “La Scuola Cattolica e la scienza italiana”, marzo 1895, pag.227. Il De Rosa, op. cit.,pag. 300, riporta una particolarità, e, cioè, che il Meda negli articoli che scrive non si firma mai di persona, ma usa lo pseudonimo CIVIS. Questo è importante perché la traduzione di questa parola è “cittadino”, perciò, nonostante sia cattolico, egli sente la necessità, proprio in quanto cittadino dello Stato, di impegnarsi e di non rimanere fuori della vita politica. D’altra parte, però, il non firmare i suoi articoli, serve a poter dire quello che pensa, ma a non farsi scoprire, proprio perché, da cattolico, non può esprimere idee contrastanti con la maggioranza che è intransigente.

Anteprima della Tesi di Sonia Pavin

Anteprima della tesi: Il problema della partecipazione dei cattolici alla vita politica. Dal "non expedit" fino alla nascita del Partito Popolare., Pagina 9

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Sonia Pavin Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

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