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IAS 36 e IAS 36 revised: un confronto

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Mentre lo IAS 36 consentiva, seppur in casi rari, il ripristino di valore dell’avviamento, lo IAS 36 revised lo vieta categoricamente poiché è impossibile stabilire in modo inequivocabile se l’effetto del ripristino corrisponde ad un aumento del valore dell’avviamento generato internamente o ad un incremento del valore recuperabile dell’avviamento acquisito; per non correre il rischio d’iscrivere in bilancio l’avviamento generato internamente (operazione già vietata dallo IAS 38), lo IASB ha vietato il ripristino di valore dell’avviamento, ricercando la necessaria coerenza tra i Principi contabili internazionali, visto che su questo punto IAS 36 e IAS 38 erano in contrasto e inoltre si è allineato alla prassi contabile italiana, statunitense e canadese. Lo IAS 36 revised, allo scopo di accrescere l’attendibilità della procedura di impairment test, obbliga i compilatori di bilancio a inserire nelle note integrative, oltre alle informazioni già richieste dallo IAS 36, le stime utilizzate dalla direzione aziendale per calcolare il valore recuperabile delle unità generatrici di flussi finanziari a cui è stato assegnato il valore contabile degli intangibles non più ammortizzabili (ossia l’avviamento e le attività immateriali con vita utile indefinita). Nella bozza espositiva dello IAS 36 revised lo IASB aveva inserito una nuova procedura per il calcolo della perdita durevole di valore dell’avviamento, cioè il two step approach. Tale metodo aveva l’obiettivo di enucleare il valore recuperabile dell’avviamento dal valore recuperabile dell’unità generatrice a cui esso era stato attribuito; nella prima fase del two step approach si dovevano evidenziare le perdite potenziali di valore dell’avviamento confrontando il valore contabile dell’unità generatrice assegnataria dell’avviamento con il suo valore recuperabile. Nella seconda fase del two step approach, qualora il valore contabile dell’unità fosse stato maggiore del suo valore recuperabile, si doveva calcolare il valore implicito dell’avviamento, scaturente come differenza positiva tra il valore recuperabile dell’unità generatrice e il fair value netto della stessa unità. Nell’ultimo passaggio si doveva poi confrontare il valore contabile dell’avviamento con il valore implicito dello stesso e rilevare l’eventuale perdita durevole di valore. Tale metodo richiedeva costi di applicazione eccessivamente elevati e quindi è stato accantonato; anche la proposta dello IASB di calcolare la perdita di valore dell’avviamento così com’è calcolata negli Stati Uniti, secondo il Principio contabile FAS 142, è stata rifiutata perché avrebbe portato a risultati difformi. Lo IASB ha mantenuto, quindi, la precedente procedura per il calcolo della perdita durevole di valore dell’avviamento.

Anteprima della Tesi di Anna Lenci

Anteprima della tesi: IAS 36 e IAS 36 revised: un confronto, Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Anna Lenci Contatta »

Composta da 146 pagine.

 

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