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La giustizia materiale quale obiettivo del diritto intenazioanle privato

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5 facenti capo al metodo materiale dei conflitti di legge: la categoria delle considerazioni materiali in senso ampio, quella delle considerazioni in senso stretto e le disposizioni appartenenti alla terza categoria che , attraverso la previsione di un collegamento alternativo o successivo di più leggi,si prefiggevano di applicare la legge più favorevole al raggiungimento di un determinato effetto di carattere materiale. La formulazione finale della legge 218/95 è differente rispetto all’originario Disegno di legge , infatti, le norme di conflitto italiane non sono facoltative ma obbligatorie; inoltre la legge accoglie il rinvio ed in particolare il rinvio altrove ( espressione della flessibilità e dell’apertura del sistema ai valori giuridici stranieri).L’altra caratteristica è data dal fatto che essa accoglie tutti e quattro i metodi di coordinamento tra gli ordinamenti e contiene numerose disposizioni che consentono alle parti, a prescindere dalla materia dei contratti, il potere di designare la legge applicabile. L’applicazione del metodo delle considerazioni materiali dei conflitti di leggi opera a pieno nella materia della filiazione , avendo riguardo al contenuto e agli interessi che le leggi intendono materialmente conseguire. Mentre in passato l’intera materia era regolata dall’art. 17 delle disp. prel. cod. civ. che aveva ad oggetto tanto la costituzione del rapporto di filiazione, quanto l’accertamento dello stesso ed il rapporto tra genitori e figli; oggi il legislatore ha inteso realizzare una “ specializzazione delle norme di conflitto”. In conformità a tali obiettivi la disposizione dell’art. 17 è stata sostituita da ben cinque norme che regolano in modo autonomo gli effetti del rapporto di filiazione e differenziano la filiazione in : legittima, legittimata e naturale. L’obiettivo della specializzazione è dato dal tentativo di raggiungere delle soluzioni complete capaci di tenere presenti i caratteri specifici dei diversi tipi di filiazione, fornendo un’adeguata regolamentazione degli stessi. La norma di conflitto può dare rilievo a due tipi di interessi: l’interesse del diritto interno ad ostacolare o a favorire un istituto e l’interesse del diritto interno a proteggere una delle parti del rapporto. Nel primo caso lo strumento impiegato è quello che prevede un collegamento cumulativo di leggi, ovvero successivo o alternativo; nel secondo caso , si ricorre all’applicazione della legge personale del soggetto sulla base dell’esistenza di un vantaggio che derivi alle parti, dall’applicazione del diritto del proprio ambiente sociale. Secondo la Carella nella disciplina della legge 218/95 in materia di filiazione, entrambi i metodi di considerazione degli interessi materiali trovano applicazione, anzi si intrecciano e coesistono, come è dimostrato negli articoli 33, 1°e 2°comma, 34, 1°comma e 35, 1°comma. In essi si evince come il legislatore si sia ispirato al principio del favor filiationis il quale tende a fare in modo che al figlio sia attribuito uno status, possibilmente quello di figlio legittimo.Inoltre si realizza l’intento di protezione del figlio dal momento che la sua legge nazionale è il criterio principale, da applicare in prima battuta e da escludere solo se non è in grado di consentire il raggiungimento del risultato voluto. In tal caso si ricorre ad un concorso

Anteprima della Tesi di Roberta Caragnano

Anteprima della tesi: La giustizia materiale quale obiettivo del diritto intenazioanle privato, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Roberta Caragnano Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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