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La giustizia materiale quale obiettivo del diritto intenazioanle privato

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7 Altre difficoltà interpretative sorgono in relazione al 1°comma dell’art. 34, perché non distingue tra accertamento e contestazione della legittimazione. Questa è una situazione che ha dato luogo a varie interpretazioni dottrinali, che impone al giudice di specificare la legge da applicare per l’accertamento della legittimazione. Anche il disposto dell’art. 35, 1°comma, è poco chiaro perché indica le condizioni per il riconoscimento di figlio naturale, senza però indicare a quale disposizione debba ricondursi la filiazione naturale dichiarata giudizialmente. Pertanto, per alcuni, tale situazione rientrerebbe nell’ambito dell’art. 33, 1°comma, per altri come la Carella, la situazione rimarrebbe nell’ambito di operatività dell’art. 35, che sarebbe suscettibile di applicazione estensiva. Dei problemi analoghi si verificano con riferimento alla legge applicabile alla dichiarazione giudiziale di paternità o maternità. La Campiglio ritiene che si ricadrebbe nell’ambito dell’art. 35, 1°comma, Picone riporta la situazione nell’ottica di operatività dell’art. 33, 1°comma. In materia di responsabilità per fatto illecito e responsabilità extracontrattuale per danno da prodotto (artt. 62 e 63). , il legislatore accanto al criterio del locus commissi delicti, ha dimostrato un particolare favor verso la teoria dell’azione e dell’ubiquità ( o del cumulo elettivo). Espressione di tale orientamento di favore verso i danneggiato è la concessione ( al soggetto leso) , di optare per il luogo di avvenimento del fatto causale. L’art. 62, 2°comma deroga al principio della lex loci actus, e nel caso in cui i soggetti coinvolti siano tutti cittadini di un medesimo Stato in esso residenti, si applica la legge di tale Stato. La disposizione é stata ritenuta restrittiva e non in linea con la tendenza dei sistemi giuridici degli altri Stati. Così come è particolare il rapporto tra il diritto applicabile in base alla norma alla norma di conflitto e le norme di comportamento e di sicurezza vigenti nel Paese in cui si è verificata l’azione o l’omissione del preteso responsabile. Il nostro Stato non prevede norme autolimitative che tengano conto degli standards locali di condotta e il loro inserimento sarebbe auspicabile. La Corte di giustizia Europea sebbene si sia pronunciata più volte, non si è ancora espressa in merito alla pluralità di fatti generatori verificatisi in Stati diversi. Queste problematiche ancora aperte sono espressione di come il sistema di diritto internazionale privato, sebbene sia stato riformato, in maniera da renderlo più efficiente rispetto al passato, non sia tuttavia indenne da imperfezioni che devono essere ancora risolte. La legge 218/95 prevede, inoltre, il limite dell’ordine pubblico e le norme di applicazione necessaria quali limiti classici universalmente accolti. Esse sono espressione di come il legislatore pur accogliendo le istanze internazionalprivatistiche e l’apertura verso gli ordinamenti stranieri, non rinunci alla propria autonomia interna. E’ compito dei giudici applicare le norme straniere quando esse sono tali da garantire il raggiungimento di risultati di giustizia materiale e ricorrere

Anteprima della Tesi di Roberta Caragnano

Anteprima della tesi: La giustizia materiale quale obiettivo del diritto intenazioanle privato, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Roberta Caragnano Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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