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Aumentare il capitale relazionale dell'impresa attraverso le nuove tecnologie dell'information and comunication tecnologi ICT

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10 L’altro è più sottile e riguarda la rilevanza, l’approfondimento e la veridicità delle informazioni disponibili ( il contenuto), in pratica il materiale informativo che la fonte ha e decide di mettere a disposizione. Per il primo Livraghi utilizza la metafora “di “architettura” di un sito. Perché è una struttura che qualcuno deve poter percorrere. E se la segnaletica non è a posto, gli accessi non funzionano come le persone si aspettano, il percorso non è facile, gradevole, fluido e interessante... nessun giocherello decorativo può rimediare al disastro.” L’altro aspetto problematico dal punto di vista del ricevente è sottolineato da Pierre Lèvy come il problema del diluvio informazionale: “Ho un amico, Royan Scott, che dice: stiamo vivendo il secondo diluvio. Il primo diluvio è stato di acqua, il secondo è il diluvio dell'informazione. Dunque il problema è di sapere che cosa si deve salvare, che cosa si deve mettere nell'arca, come dovremo navigare. Il problema della navigazione nel cyber- spazio si presenta come navigazione dell'arca nel diluvio informazionale. E' bene esserne coscienti. Paradossalmente le origini dell’ipertesto si trovano nella progettazione del Memex (memory extension) di Vannevar Bush 8 nato con la funzione di un “magazzino” ordinato del sapere, una sorta di protesi mnemonica i cui principi base sono l’uso individuale/personale e le connessioni associative tra i documenti secondo quindi il modello del funzionamento del cervello. L’ideatore già era consapevole del problema della moltiplicazione dei dati e conoscenze e la loro sempre minore accessibilità e gestibilità. 8 Vannevar Bush era docente al MIT e consulente scientifico di Roosvelt e presidente del Carnegie Institute di New York ed è considerato l’ideatore del concetto di ipertesto in quanto ha progettato Memex, uno strumento per l’organizzazione reticolare della conoscenza. Una sua prima testimonianza appare in un articolo del 1933 sulla Tecnology Review del MIT. La macchina anche se non è mai stata fisicamente realizzata si basava su un sistema multimediale interattivo di leve, bottoni e schermi per visualizzare microfilm documenti e foto archiviati. Nell’articolo As we may think del 1945 Bush parla di associative indexing, ossia un sistema di connessione dei dati attraverso legami (link) trasversali, associativi.sottolineando l’importanza per il futuro del problema per la comunità scientifica della consultazione agevole dell’informazione. Ad egli fu affidato il compito di trovare un sistema di archiviazione efficiente dei dati e perciò ipotizzò un sistema più efficiente della classica metodologia di classificazione gerarchica o ad albero e pensò ad un sistema che si avvicinasse al procedimento della mente umana nella conoscenza attraverso associazioni di idee. L’utente poteva creare legami tra i documenti in modo da consentire una consultazione libera di tutto l’archivio di informazioni. Il problema consisteva che all’epoca non si disponeva delle tecnologie sufficienti per realizzarlo, ma l’idea si sarebbe concretizzata a breve .

Anteprima della Tesi di Fabrizia Corsi

Anteprima della tesi: Aumentare il capitale relazionale dell'impresa attraverso le nuove tecnologie dell'information and comunication tecnologi ICT, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Fabrizia Corsi Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

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