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Le sfide dell'Unione Europea

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18 partito liberal-popolare austriaco di Haider 10 . Ancora una volta presa sotto gamba la performance delle europee (23,4%), fu solo l’ulteriore crescita nelle politiche dell’ottobre seguente (26,9%) che gettò fondamenta durature per scardinare il compromesso quasi costituzionale tra popolari e socialisti, spingendo verso un esecutivo nero-blu guidato dal leader dell’ÖVP Schüssel e inclusivo di ministri della formazione dell’abile affabulatore “Dottor H” 11 . Un passato familiare tragicamente vicino all’ideologia nazista e dichiarazione rese pubblicamente con “colorito” folklore verbale furono, a conti fatti, l’aspetto più corrosivo della svolta viennese, che una notevole dose di opportunismo dei popolari, in nome dell’autodeterminazione nazionale, cercò di riportare nelle carreggiate di una maggiore ragionevolezza, premendo affinché lo scomodo xenofobo rimanesse ai margini della vita dell’esecutivo, dirigendo informalmente i suoi uomini. Strategia effettivament pagante, dato che nelle elezioni del 2003 l’ÖVP sfiorò la maggioranza assoluta dei seggi e gli alleati “liberali” persero quasi la metà dei voti. Ma strategia premiante anche per Haider, riconfermato il 7 marzo 2004 a furor di popolo Governatore della Carinzia, a testimonianza della perdita di innocenza degli austriaci, nonostante alcuni segnali in controtendenza giunti da Vienna, ritornata il cuore progressista dell’Europa centrale, e dell’elezione alla Presidenza della Repubblica, il 25 aprile 2004, del socialdemocratico Heinz Fischer, in un tipo di consultazione nella quale, va onestamente rilevato, la limitata scelta tra due candidati in un paese in cui vi sono poco più di sei milioni di aventi diritto al voto, l’esito della chiamata alle urne non può essere frainteso per fedele registrazione degli umori profondi dell’elettorato (la cui astensione, cresciuta del 4% rispetto alle presidenziali del 1998, rese la percentuale dei votanti la più bassa da quando il Presidente federale viene eletto direttamente). 10 In prima fila nel respingere la connotazione neofascista di quasi tutti i partiti d’estrema destra, Marcello Veneziani, del quale si legga l’esemplare Uno spettro si aggira in Europa. Ma non è fascismo, «La Gazzetta del Mezzogiorno», 5-5-2002, p.23. Severo assertore dello stampo naziponal-populista di tali partiti M. Tarchi, del quale, oltre a un’ingente mole di interventi dedicati al tema con la rivista «Trasgressioni», si segnala Dal neofascismo al nazionalpopulismo. La parabola dell’estrema destra europea, «Italianieuropei», n.4/2002, pp.188-197. 11 Mutuiamo la fosca espressione dal titolo di un fortunato libro del giornalista RAI Bruno Luverà, dedicato alla ricostruzione dell’exploit elettorale delle destre europee. Cfr. B. Luverà, Il Dottor H. Haider e la nuova destra europea, Einaudi, Torino, 2000.

Anteprima della Tesi di Alessandro Lattarulo

Anteprima della tesi: Le sfide dell'Unione Europea, Pagina 13

Tesi di Dottorato

Dipartimento: D.A.P.P.S.I.

Autore: Alessandro Lattarulo Contatta »

Composta da 438 pagine.

 

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