Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Confronto tra il vulcanismo del pianeta Marte e il vulcanismo terrestre con particolare riferimento alla Provincia Comagmatica Romana

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

14 Un ulteriore processo in grado di generare un magma, è quello di abbassarne il punto di fusione del mantello cambiandone alcune proprietà chimico-fisice, mediante depressione del solidus. Tale meccanismo sembra essere il più plausibile per spiegare l’origine dei magmi nei margini di zolla compressivi al di sopra della zona di subduzione. Una volta formatosi nel mantello terrestre, il magma inizia il processo di risalita verso la superficie, ed essendo in condizioni di disequilibrio fisico-chimico con l’ambiente circostante, subisce una serie di processi che ne modificano la composizione originaria. Avendo minore densità rispetto al solido che lo circonda, il liquido subisce una minore attrazione gravitazionale e pertanto subirà una forza di galleggiamento che tenderà a muoverlo verso l’alto. Il meccanismo mediante il quale avviene la migrazione verso profondità minori, è stato proposto da Turcotte & Schubert (1982), ipotizzando che la formazione del magma avvenga nell’interstizio tra granuli di materia solida, che, con il procedere dell’accumulo, produce un sistema interconnesso di canali in grado di favorire la permeabilità del mezzo. La risalita del magma nell’astenosfera, può essere paragonabile all’instabilità di un mezzo a minor densità sottoposto ad un mezzo a maggiore densità, tanto che l’instabilità prodotta dal materiale a minore densità, innesca la risalita di diapiri magmatici verso l’alto. I diapiri magmatici, secondo Anderson (1989), sono considerati strutture più o meno sferiche che risalgono adiabaticamente attraverso il mantello, divenendo via via sempre più fluide a causa del differente andamento delle curve di fusione adiabatica. Per la risalita dei magmi, la litosfera agisce come una barriera di viscosità, mentre la crosta come una barriera di densità, tanto che gli elevati valori di viscosità della litosfera, rendono qui improbabile il meccanismo di trasporto del magma attraverso il diapirismo. Nelle zone crostali un meccanismo alternativo è quello che prevede la rottura delle rocce soprastanti ed il loro affondamento all’interno del corpo magmatico. Altro fenomeno permissivo è stato suggerito da Wertmann (1971), il quale ipotizza che fratture riempite di liquido possano propagarsi all’interno di una placca (fluid-filled cracks). Tale meccanismo ipotizza che un accumulo di magma alla base della

Anteprima della Tesi di Luca Tamburini

Anteprima della tesi: Confronto tra il vulcanismo del pianeta Marte e il vulcanismo terrestre con particolare riferimento alla Provincia Comagmatica Romana, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Luca Tamburini Contatta »

Composta da 246 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1822 click dal 13/12/2004.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.