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Le migrazioni franco-algerine prima e dopo l'11 settembre

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11 come vede il mondo e le persone che lo circondano. Ma l’empatia è davvero possibile? Empatia significa porsi “dentro il sentimento”, ma è possibile arrivare a sentire il vissuto di qualcuno come se fosse il proprio? Inoltre è difficile empatizzare le situazioni storiche, casomai si empatizzano le persone: allora bisognerebbe rinunciare a tentare la comprensione completa, cosa che ha in sé il germe del possesso, e studiare la situazione con simpatia (che vuol dire “con sentimento”). Non si tratta di uno sguardo neutrale, che non esiste, né di lavorare in empatia con il proprio soggetto-oggetto di ricerca, poiché non sempre è possibile avere a che fare direttamente con lui, né è tanto meno possibile “calarsi nei suoi panni”. Quello che si può fare è però operare spassionatamente, nel senso di non farsi turbare dall’emotività, e con simpatia, cioè con un intervento partecipe senza che questo possa costituire una fonte di sviamento dal rigore scientifico nel corso dello studio. Ma come ci si rapporta all’altro? Julia Kristeva, nel suo intervento all’Académie Française del 2000 sul tema delle migrazioni 13 , chiedeva provocatoriamente “Ci sono stranieri felici?” e poi ricordava che fare l’esperienza dello straniero è forse il solo modo di evitare le derive più negative dell’assimilazionismo e del comunitarismo, ovvero di pensare allo straniero solo come a un corpo estraneo da rendere “commestibile” e ben “digeribile” per la società d’accoglienza. Secondo Sayad, gli studi sull’immigrazione nascono principalmente da esigenze di ordine pubblico, dalla necessità cioè di controllare lo straniero e, per questo motivo, si compiono ricerche sui suoi bisogni, problemi e modi di vita. Ci vorrebbe invece una ricerca più disinteressata e meno ossessionata dalla questione della sicurezza, una ricerca condotta per l’appunto sulla base di un dialogo partecipato, senza dover per forza porsi l’obiettivo di giungere a informazioni concretamente spendibili nell’immediato. Una ricerca condotta così, che nulla perde in scientificità, nasce dal desiderio di dare uno sguardo simpatico, innamorato, all’altro, per la curiosità di 13 J. Kristeva, “Ci sono stranieri felici?” in F. Barret-Ducrocq, Migration et errances.

Anteprima della Tesi di Alan Rotondi

Anteprima della tesi: Le migrazioni franco-algerine prima e dopo l'11 settembre, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alan Rotondi Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.