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Furiosus vel demens

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24 1.1 IL CONCETTO DI PAZZIA: DALL’ANTICHITA’ AD OGGI. L’espressione “furiosus” che letteralmente sta a significare “pazzo”, in realtà si riferisce ad un’ampia serie di concetti tra loro simili, ma nello stesso tempo diversi (insanus, demens, mente captus, etc.). La concezione ed il trattamento di tali soggetti ha subito col passare dei tempi un'importante evoluzione: nell’esperienza romana i furiosi, lontani dall’essere considerati “personae”, venivano assimilati piuttosto alle “res” e assoggettati alla “potestas” del pater familias o degli adgnati e gentiles, esclusivamente per fini di natura patrimoniale. Per di più nell’antichità e presso i primitivi, la pazzia fu concepita a volte come una vera e propria possessione demoniaca, altre volte come una trasformazione psichica della persona (individuo pensante, senziente e operante) ad opera di spiriti maligni, o della divinità che punisce, e comunque come una colpa 8 . Si assiste ad un normale uso dei termini riferiti alla follia con epiteti ingiuriosi nei confronti dei nemici della religione cristiana come nel caso del termine “empius”. 8 Voce “Pazzia”, in Enciclopedia del diritto, Giuffrè Editore, vol. XXVI, 1962.

Anteprima della Tesi di Cinzia Calabrese

Anteprima della tesi: Furiosus vel demens, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Cinzia Calabrese Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

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Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.