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Traduzione e Abduzione

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6 Tra deduzione, induzione ed abduzione, il nostro interesse si concentrerà su quest'ultimo tipo di inferenza logicamente non certa, da cui il nome di "deduzione debole". "In generale, l'ipotesi va ritenuta una specie debole di argomento. Spesso inclina il nostro giudizio così lievemente verso la sua conclusione che non si può dire neppure che crediamo che questa conclusione sia vera: ci limitiamo a congetturare che potrebbe essere vera." 2 L'abduzione è descritta per la prima volta da Aristotele negli Analitici Primi. Il filosofo la vede come un sillogismo nel quale la premessa minore è meno evidente della conclusione, di modo che l'attenzione si sposta da quest'ultima per centrarsi sulla premessa minore. L'esempio dato da Aristotele è il seguente : "La scienza può essere insegnata; la giustizia è una scienza; quindi la giustizia può essere insegnata" 3 . Dopo Aristotele, il concetto di abduzione non ha subito forti sviluppi fino al momento in cui, nel XIX secolo, Charles Sanders Peirce (1839-1914), filosofo e scienziato, fondatore del "pragmaticismo", l'introdusse come terza branca della logica. Peirce chiamava l'abduzione indifferentemente "retroduzione" o "formulazione di ipotesi". Nel 1901, in un testo intitolato On the Logic of Drawing History from Ancient Documents Especially from Testimonies 4 Peirce diede la sua interpretazione degli Analitici Primi 5 di Aristotele. Nell'abduzione passiamo dall'osservazione di certi fatti alla supposizione di un principio generale, che, se fosse vero, spiegherebbe il perché i fatti sono come sono. Arriviamo, in conclusione, a qualcosa che differisce completamente da tutto ciò che abbiamo potuto osservare empiricamente, insomma a qualcosa che nella maggior parte dei casi non è contenuto nelle premesse. Il concetto di inferenza abduttiva secondo la formulazione che di essa ne fa Peirce è stato in seguito utilizzato da P.N. Johnson-Laird in psicolinguistica, da J.K. Holland, K.J. Holyoak, R.E. Nisbett e P.R. Thagard in intelligenza artificiale e da T. Givon in pragmatica. L'ipotesi comune è che gli individui, quando trattano e trasmettono informazioni, ed allo stesso modo, quando imparano e acquistano conoscenze nuove a partire dall'esperienza, utilizzano un tipo di ragionamento che non corrisponde né alla deduzione né all'induzione. Si tratta di un'inferenza che consiste nello stabilire ipotesi 2 C.P., 2.625 3 Analitici Primi, II, cap. 25 4 C.P.,7.164-255 5 II, 25
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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Cordova
  Tipo: Tesi di Master
Master in Diploma di studi avanzado
Anno: 2002
Docente/Relatore: Giancarlo Marchesini
Istituito da: Università di Ginevra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

Questa tesi è disponibile nelle seguenti traduzioni:

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