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La crisi economica e finanziaria delle società di calcio professionistiche:analisi ed ipotesi di soluzione

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16 1.3 Legge 23 marzo 1981, n. 91 sullo sport professionistico Con la legge n.91 del 1981 il legislatore elaborò una serie di disposizioni che davano organica regolamentazione ad un settore, quello dello sport professionistico in Italia, troppo a lungo trascurato. In seguito alla trasformazione dei sodalizi sportivi in società di capitali si ebbe una svolta nei rapporti intrattenuti tra operatori economici (e ambito giuridico) e mondo dello sport, del calcio in particolare 40 . L’infittirsi dei rapporti tra questi, unitamente alla non sempre limpida disciplina applicabile alle neonate S.p.A. calcistiche, fu la motivazione principale che spinse il legislatore ad intervenire 41 . Bisogna poi aggiungere che il quadro economico complessivo in cui si muovevano i club professionistici del settore non era poi così roseo 42 , a sottolineatura del mancato raggiungimento delle finalità cui mirava l’imposizione della veste giuridica di società per azioni da parte del Consiglio Federale. Precedentemente l’emanazione della legge 91/1981 furono presentate varie proposte di legge volte ad una completa regolamentazione del settore sportivo, capace di risolvere i problemi propri dei maggiori sodalizi calcistici, lasciando invece immutata la realtà delle compagini più piccole. In una di queste (nota come proposta di legge Usvardi) si contemplava una nuova forma associativa: l’associazione sportiva a responsabilità limitata. Questa avrebbe dovuto ottenere riconoscimento formale da parte del C.o.n.i., che avrebbe provveduto all’iscrizione nell’apposito registro. Il progetto di legge prevedeva inoltre l’applicabilità delle norme codicistiche pur mantenendo l’esplicita esclusione delle norme relative alla finalità lucrativa e, in particolare, nell’ipotesi di impiego di atleti professionisti, di quelle dettate in tema di S.p.A. Contestualmente all’esclusione di ogni norma che afferisse la finalità lucrativa era previsto l’obbligo di destinare gli utili di esercizio per il 50% ad un fondo gestito dal C.o.n.i. 43 . La proposta di legge decadde, senza che ad essa facesse seguito un intervento del legislatore in materia. 40 La legge in questione, pur essendo indirizzata a regolare i rapporti tra società e atleti nell’ ambito dello sport professionistico, e quindi non indirizzata specificatamente al settore del calcio, costituì la base legislativa da cui trassero origine i principali vincoli che caratterizzarono l’operato delle società di calcio. Cfr. C.Teodori, op.cit., pagg. 42-43. 41 Va fatto notare come, a differenza del 1966, in questo caso si è trattato di una vera e propria legge emanata dal parlamento e non di una delibera di un organo “esterno” come la F.I.G.C. 42 Il disavanzo complessivo delle società di A e B passò infatti dai 18 miliardi del 1972 agli 86 del 1980. (A.Tanzi, op.cit., pag. 29). 43 G. Falsanisi, E.F. Giangreco, op.cit.,pag 16.
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La crisi economica e finanziaria delle società di calcio professionistiche:analisi ed ipotesi di soluzione

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Dolzan
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Anna Maria Bruno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 227

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