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Il surrealismo e la visione: René Magritte e Alexandre Alexeieff

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VI Le opere stesse di Magritte rifiutano ogni “cedimento” pittorico, tese a sviluppare in immagine la fragranza dell’idea, protagonista assoluta dei suoi lavori. Il suo è un dipingere freddo, levigato, meticoloso ma senza palpiti di pennello, senza sorprese di tocchi, di gesti, d’inebrianti incidenti di percorso. Tuttavia, e paradossalmente, la sua prassi si colloca nel cuore della pittura, vale a dire nella centralità dialettica dello sguardo, del vedere, in sintesi della visione. Il mistero che è al centro dell’opera di Magritte è l’indecidibilità dell’alternativa tra il non-senso della realtà e lo sconvolgimento della sua logica da parte degli apparati riceventi e conoscitivi dell’uomo (i sensi, la ragione, la fantasia, ecc.). E questo mistero si fa tanto più assillante quanto più la sua pittura si affina realisticamente, tanto più, si direbbe, si rivolge con meticolosa cura a ritrarre il vero. La realtà, la surrealtà, il senso e il non-senso non appartengono per Magritte né al mondo né alla coscienza, né alla ragione né all’irrazionalità: la coincidenza di questi poli opposti affonda per lui le proprie radici soprattutto nella struttura della visione. L’enigmaticità del reale ha una sua giustificazione proprio nella consistenza della visione, la quale non è data solo dalle immagini che l’occhio percepisce, ma anche da ciò che si pensa, dall’emozione dello sguardo e della mente. Dunque l’occhio non solo vede ma anche pensa, è consapevole, oltre di ciò che ha visto, di quello che si nasconde dietro l’apparenza o che si potrebbe vedere. A volte in Magritte la visione si produce per metonimia, altre per metafora, ma è comunque il risultato di un processo retorico che si esplica e si concretizza attraverso modelli che dispiegano l’illogicità del mondo. La scoperta del sogno, del subconscio, delle pulsioni medianiche della psiche e di quelle profonde dell’io, permetteva al surrealismo di “materializzare” in forma di realtà quanto di oscuro e di misterioso poteva nascondersi entro la “caverna” dell’animo moderno. Tuttavia, esso agiva generalmente per inversione, assegnando valore di verità a ciò che fino ad allora era

Anteprima della Tesi di Roberta Carrera

Anteprima della tesi: Il surrealismo e la visione: René Magritte e Alexandre Alexeieff, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Roberta Carrera Contatta »

Composta da 256 pagine.

 

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