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Il surrealismo e la visione: René Magritte e Alexandre Alexeieff

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VII tenuto in conto di fantasma, e rovesciando completamente l’idea del mondo 5 . In questo modo però non si è in grado di uscire dalla “trappola” degli opposti, delle strutture e sovrastrutture, della spartizione orizzontale del cosmo. L’irrazionale dei surrealisti è “buono”, invece la ragione è cattiva; la logica è banale, al contrario l’illogicità e il non-senso sono poetici e inebrianti. La pittura di Magritte e le sue favole, a volte crudeli, altre incantevoli, spezzano una simile spirale e in qualche modo salvaguardano il surrealismo dalla genericità, prima, e dalla gratuità, poi. Ciò avviene perché l’artista di Bruxelles non identifica nel sogno la vera realtà, ma ritiene piuttosto che il mondo si offra come un sogno 6 . Il non-senso delle cose abita il tempo e lo spazio del giorno e della veglia, e risulta dallo sforzo di “vedere meglio”, di “vedere di più”. Il “deviazionismo” di Magritte induce dunque ad una revisione della poetica bretoniana alla luce di una coscienza del linguaggio e delle strutture della visione più profonda di quanto non lo siano le facili espansioni di surrealtà che ne minarono, fin dall’inizio, il percorso. La prospettiva totalizzante del surrealismo investe anche la settima arte, il cinema, che sebbene sia nato solo da pochi decenni, suscita un vivo interesse presso i seguaci del movimento, soprattutto per la sua capacità di “estraniare” lo spettatore dal mondo circostante e per lo spirito dissacratorio che promana dalle pellicole più in voga del momento (serial, film comici, d’avventura o di mistero). Tale interesse quindi non è rivolto principalmente alla concreta produzione di film, quanto piuttosto alla naturale identificazione tra cinema e surrealtà: il cinema per i surrealisti, prima ancora di essere una forma di espressione artistica, come la poesia e la pittura, è un materiale onirico da utilizzare ed affiancare all’esperienza reale della vita quotidiana, al fine di mettere in comunicazione esperienza diurna e vita interiore. 5 Nel suo attacco alle convenzioni, Breton mette a fuoco una provocazione globale: assegna alla notte le funzioni del giorno, valorizza l’irrazionale nei confronti del razionale, spiazza la logica a vantaggio dell’illogicità, e così via. 6 Al riguardo, precisa Magritte: “Dire: ‘il mondo si offre come un sogno’ non significa che ci siano due mondi: quello del sogno e quello della realtà. Il pensiero non ‘sogna’ di più nel sonno che durante la veglia: esso può essere lucido ed eccezionalmente vigile nel sonno, scoprendo esattamente le stesse cose di grande valore che scopre nella veglia […]. Il pensiero può essere ispirato in un momento qualsiasi, e dicendo che lo è nella veglia o nel sonno non si aggiunge assolutamente niente.” (Magritte, R., “Penso a nuove ricerche…”, in Ecrits complets, Flammarion, Paris 1979, p. 281, tr. it. a cura di A. Blavier, Tutti gli scritti, Feltrinelli editore, Milano 1979).

Anteprima della Tesi di Roberta Carrera

Anteprima della tesi: Il surrealismo e la visione: René Magritte e Alexandre Alexeieff, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Roberta Carrera Contatta »

Composta da 256 pagine.

 

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