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Il ruolo della Chiesa cattolica nella promozione della pace e della sicurezza internazionali: la Santa Sede ed il conflitto iracheno 2002-2004

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9parti in contrasto a comporre le loro dispute nel pieno rispetto dei diritti umani. Se comunemente oggi si ha la percezione che le religioni siano costitutivamente belligene e che stiano alla base di numerosi conflitti contemporanei 8 , l analisi dell azione promossa dalla Chiesa nell ambito del conflitto iracheno evidenzi a uno stretto rapporto tra etica e relazioni internazionali ed una grande potenzialit da parte delle religioni organizzate ai fini della promozione della pace 9 . E significativo a questo proposito il discorso di Giovanni Paolo II ai partecipanti alla Conferenza dei Ministri dell Interno dell Unione europea del 31 ottobre 2003: «Ho molto apprezzato il fatto che per la Conferenza sia stato scelto come tema Il dialogo interreligioso: fattore di coesione sociale e strumento di pace nell area euromediterranea : aver dato la priorit a questo argomento significa riconoscere l importanza della religione non soltanto per la tutela della vita umana ma anche per la promozione della pace». Un analisi completa dell atteggiamento della Chiesa cattolica in relazione al ‘ caso Iraq· includerebbe uno studio complessivo che vada ad indagare in maniera organica sulla posizione assunta dalle Chiese nazionali, dalle congregazioni e dai gruppi missionari, dalle diocesi e dalle Organizzazioni Internazionali Cattoliche. Accanto alla missione diplomatica di mediazione del Card. Etchegaray si potrebbe segnalare come esempio di ‘diplomazia dei popoli· l intensa storia di due Missionarie della Carit , partite dall India per dare man forte alle consorelle che a Baghdad gestiscono una casa di assistenza per persone disabili 10 . Un azione di evidente rilevanza internazionale Ł quella svolta dalla Caritas, in buona parte con la partecipazione 8 Maurice Torrelli ha rilevato: «Dans quelle mesure alors les religions peuvent-elles Œtre vecteurs de guerre? C est un vieux dØbat, un dØbat aux multiples facettes. Les trois religions seraient pour certains, pour essence, belligŁnes. Sans adhØrer cette thŁse, on peut nØanmois se poser la question de savoir si les trois religions ont ØtØ ou sont encore, au mŒme degrØ, vecteurs de guerre» cfr. M.TORRELLI, Introduction a AA.VV., Religions et guerre, Paris, Mame, 1992, p. 11. V. anche in materia E.POULAT, voce Il cristianesimo , in Atlante delle religioni, Torino, UTET, 1996. 9 Piø estesamente, sul ruolo delle religioni nella costruzione della pace v. Qua le ruolo per le religioni nella costruzione della pace? , intervento del Card. Josef Tomko, presidente della delegazione della Santa Sede all incontro interligioso di Astana in Kazakhstan svoltosi il 23 settembre 2003, in Osservatore romano, 24 settembre 2003. Alcuni commentatori, in relazione al recente conflitto iracheno, si sono chiesti a quali motivazioni etiche i decisori politici coinvolti abbiano fatto riferimento per orientare la propria condotta. Ad esempio, per un emblematica riflessione sulla religiosit di George W. Bush si veda l articolo di James Harding apparso su Financial Times e pubblicato con il titolo Un uomo di fede da Internazionale, 471, 28 febbraio 2003, p. 21 e A.J.BACEVICH e E.H.PRODROMOU, God is not neutral: religion and U.S. fo reign policy after 9/11 , Orbis, volume 48, n 1, winter 2004, pp. 43ss. 10 V. A.AKKARA, L altra marcia di due suore verso Baghdad , Avvenire, 3 aprile 2003.

Anteprima della Tesi di Davide Zaru

Anteprima della tesi: Il ruolo della Chiesa cattolica nella promozione della pace e della sicurezza internazionali: la Santa Sede ed il conflitto iracheno 2002-2004, Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Davide Zaru Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

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