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Ernesto de Martino e l'esorcismo culturale: dal simbolo mitico-rituale all'umanesimo integrale

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10 e dispositivi di difesa e di reintegrazione che si ricollegano a più o meno arcaiche esperienze culturali dell'uomo: tecniche e dispositivi che, almeno da quando la civiltà occidentale è venuta istituendo la egemonia del suo orientamento verso la coscienza e verso la razionalità, sono stati ridotti a latenze dell'inconscio, da dove riemergono come una sorta di folklore psichico nel sogno e nella malattia, o anche, in dati casi, come materia della plasmazione artistica e della sua disciplina formale. 20 Tuttavia accade anche l’opposto, ossia che partendo dalle medesime condizioni economico-sociali le varie civiltà possono operare scelte culturali diverse, quindi c’è consequenzialità ma anche autonomia nello sviluppo di un certo tipo di civiltà a partire dai bisogni vitali immediati, tanto che si può parlare di “autonomia relativa del simbolico”. Il simbolo nasce in funzione della crisi (che può essere considerata una sorta di informe materia precategoriale ordinata e risolta dal simbolo), ma una volta nato acquista un aspetto proprio, un linguaggio autonomo, non riducibile alla sua funzione originariamente terapeutica. Ad esempio, nella Terra del rimorso De Martino parla del tarantismo come di una sorta di “religione del rimorso” e ne sottolinea l’autonomia culturale contro la riduzione naturalistica a malattia. Nella crisi del tarantismo emerge un conflitto irrisolto dimenticato che ha imprigionato la presenza e che torna a manifestarsi come sintomo chiuso, nevrotico, mascherato. …il tarantismo si era manifestato come un simbolo mitico-rituale culturalmente condizionato, come un orizzonte di evocazione e di deflusso di conflitti irrisolti operanti nell'inconscio, come un ordine culturale dotato di una sua propria autonomia rispetto alle occasioni e alle condizioni esistenziali che lo alimentavano. In particolare, il morso reale di un aracnide velenoso patito durante il raccolto dei frutti estivi doveva aver rappresentato un importante condizionamento esistenziale del simbolo, in un passato più meno remoto della storia. L'analisi aveva messo in evidenza una serie di indici testimonianti tale autonomia, e cioè la immunità locale, la ripetizione annua del nesso crisi-esorcismo, la prevalente partecipazione femminile, la distribuzione familiare, la incidenza della crisi nel periodo di pubertà, il vario simbolismo che si ricollegava all'episodio del «primo morso». 21 Il tarantismo si presenta quindi come ordine simbolico culturalmente condizionato (che si esprime attraverso l’esorcismo della musica, della danza, dei colori) nel quale è possibile risolvere una crisi nevrotica anch’essa modellata culturalmente (l’avvelenamento da parte del morso della taranta): siamo di fronte a un simbolo mitico- rituale resosi autonomo rispetto agli stati morbosi che lo avevano occasionato. 20 E. De Martino, Furore simbolo valore, Il Saggiatore, Milano 1962, p. 84. 21 E. De Martino, La terra del rimorso. Contributo a una storia religiosa del Sud (1961), Il Saggiatore, Milano 1996, p. 118.
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Ernesto de Martino e l'esorcismo culturale: dal simbolo mitico-rituale all'umanesimo integrale

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Informazioni tesi

  Autore: Christian Giacobbo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Romano Madera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

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