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Ernesto de Martino e l'esorcismo culturale: dal simbolo mitico-rituale all'umanesimo integrale

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6 Il rischio della crisi si produce sul piano del “vitale”. L’attività economica rappresenta il primo passo per la creazione di istituti destinati al controllo della natura. Va chiarito che: la forma del vitale non esaurisce la sua propria potenza produttiva nella magia e nella religione, ma ha un’estensione molto più vasta. Vitale è certamente la sfera del corpo e delle sue funzioni organiche, dei suoi bisogni e dei suoi istinti, mercé dei quali noi affondiamo nel mondo della natura e partecipiamo al destino animale; vitale è la sfera del dominio tecnico della natura oggettiva […] Il sacro come tale non rientra ovviamente in nessuna di queste due sfere del vitale, poiché nella prima di esse non è ancor nato (il mondo animale non ha religione!) e nella seconda esso è già scomparso, almeno nel senso che l’homo faber in quando fondatore di tecniche produttive si lascia sempre realisticamente guidare dal criterio della efficienza dei suoi strumenti […] Entra così in considerazione quel dominio tecnico del vitale umano che è la presenza individuale come centro di decisione e di scelta oltre il mero vitale organico o corporeo o animale, cioè l’unità dell’individuo come possibilità del dispiegarsi di tutte le distinte potenze operative che fanno uomo l’uomo 7 De Martino, al contrario di Croce, distingue il vitale (inteso come naturalità) dall’economico. L’economico è la coerenza dell’esserci che provvede al distacco dalla immediatezza del vitale, il rischio della presenza è la impotenza a compiere tale distacco, la vita religiosa è l’economia dell’alienazione mediante la tecnica della destorificazione al fine di potere reintegrare la presenza nella storia umana. 8 La crisi esprime l’incapacità di oltrepassare il vitale biologico (non la vitalità umana intesa come presenza) nell’economico e, quindi, di inaugurare la cultura distaccandosi dalla natura. Quando il patire con la sua polarità di piacere e di dolore, e con le sue reazioni conformi, viene inserito in un piano razionale, deliberatamente scelto e storicamente modificabile, di produzione di beni secondo regole dell'agire, la vitalità si risolve nell'economia, e la civiltà umana c o m i n c i a. 9 Il progetto comunitario dell’utilizzabile (produzione, distribuzione e consumo di beni economici) rappresenta il distacco dell’uomo dal naturale. L’economicità (cioè l’orizzonte dell’utilizzazione) è un valore intersoggettivo, “infatti un determinato regime 7 Ivi, pp. 18-19. 8 E. De Martino, La fine del mondo. Contributo all’analisi delle apocalissi culturali, Einaudi, Torino 1977, p. 664. 9 E. De Martino, Morte e pianto rituale nel mondo antico. Dal lamento pagano al pianto di Maria, Einaudi, Torino 1958, p. 12.

Anteprima della Tesi di Christian Giacobbo

Anteprima della tesi: Ernesto de Martino e l'esorcismo culturale: dal simbolo mitico-rituale all'umanesimo integrale, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Christian Giacobbo Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

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